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LA FONDAZIONE EDISON HA ŽSTUDIATOŽ LA PELLE NEI DISTRETTI

29-04-2010 - DISTRETTO SANTA CROCE SULLŽARNO
Un successo a fior di pelle
di Marco Fortis e Manuela Mazzoni

28 aprile 2010

La filiera concia-pelli-calzature, che ha in provincia di Firenze e in Toscana un fortissimo radicamento, è uno dei più importanti settori dell´economia italiana. Nel 2009 le esportazioni italiane della filiera sono state pari complessivamente a 11,2 miliardi di euro con un surplus commerciale di 5 miliardi.

La crisi del 2008-2009 ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla filiera concia-pelletteria-calzature, con un forte calo della domanda, della produzione e dell´export, ma l´Italia rimane saldamente leader in Europa nella filiera e detiene numerosi primati nell´export mondiale di vari prodotti del settore (dati Onu riferiti al 2008): sono infatti 64, secondo l´"Indice delle eccellenze competitive nel commercio internazionale" (Indice Fortis-Corradini), i prodotti della filiera in cui il nostro paese figura tra i primi cinque esportatori a livello mondiale, per un valore complessivo di 21 miliardi di dollari.

In particolare, l´Italia nel 2008 risulta primo esportatore di 16 prodotti della filiera concia-pelletteria-calzature, che generano da soli 12,5 miliardi di dollari. Tra i sette primati dell´industria calzaturiera emergono quelli nelle calzature da passeggio interamente in pelle e cuoio (2,8 miliardi di dollari), dove precediamo di gran lunga Spagna e Portogallo (che esportano per un valore pari rispettivamente a 0,4 e 0,3 miliardi di dollari) e stivali sia con suola in cuoio sia con suola in gomma e plastica (1,1 miliardi di dollari), davanti a Cina e Germania (0,8 e 0,5 miliardi di dollari). Siamo inoltre primi al mondo nell´export di stivali con suola esterna e tomaia di cuoio naturale (680 milioni di dollari) e nelle parti di calzature (610 milioni di dollari).

L´industria conciaria nel 2008 conta invece cinque primati, tra i quali spiccano quelli dei cuoi a pieno fiore di bovini e altri equidi, per un valore delle esportazioni pari a 2,2 miliardi di dollari (il doppio di quanto realizzato da Brasile e Cina, nostri inseguitori in questa graduatoria) e dei cuoi e pelli di bovini e altri equidi, inclusi quelli pergamenati o greggi, che nel periodo considerato realizzano 1,1 miliardi di dollari di export, a fronte dei 410 milioni della Thailandia e dei 300 milioni dell´India.

Nel settore pelletteria, che nel 2008 conta quattro primati mondiali, si segnalano l´export di borsette di pelle (pari a 2,3 miliardi di dollari) in cui l´Italia precede di gran lunga Cina e Francia (che esportano prodotti per 1,2 e 1,1 miliardi di dollari rispettivamente) e di cinture, cinturoni e bandoliere di pelle e cuoio (512 milioni di dollari), davanti a Cina e Hong Kong (396 e 253 milioni di dollari rispettivamente).

Va poi ricordato il terzo posto del nostro paese nell´export di calzature con suola esterna di gomma, di materia plastica, di cuoio naturale o ricostituito e tomaia di cuoio naturale (3,2 miliardi di dollari).

I poli territoriali italiani specializzati nel settore della concia-pelle sono tra i più importanti a livello internazionale, sia in termini di quote di commercio mondiale, sia in termini occupazionali. L´industria conciaria occupa nel 2008 circa 18mila addetti in oltre 1.400 aziende, quella pellettiera è formata da 6.300 aziende in cui trovano occupazione 32.700 addetti, mentre quella calzaturiera conta circa 6.300 imprese in cui sono occupati 86mila addetti. Tutte le aziende della filiera si distinguono a livello internazionale per gli elevati standard di qualità e innovazione.

In Toscana la filiera concia-pelletteria-calzature rappresenta una realtà con oltre 40mila addetti totali che genera circa l´11% del valore aggiunto manifatturiero della regione.

La maggior parte dell´industria conciaria italiana è concentrata in tre distretti: quello veneto nella Valle del Chiampo, in provincia di Vicenza; quello campano in provincia di Avellino e quello toscano, appunto, a cavallo delle province di Pisa e Lucca. La provincia di Pisa nel 2009 ha esportato 461 milioni di euro di pelli conciate e articoli di pelletteria. Quanto all´industria della pelletteria il distretto italiano di gran lunga più importante è quello di Firenze-Scandicci, con diramazioni anche in provincia di Arezzo. Nel 2009 le province di Firenze e Arezzo hanno esportato, rispettivamente, 976 e 152 milioni di euro di pelletteria. La Toscana possiede aree tradizionalmente specializzate anche nel settore calzaturiero, localizzate soprattutto in provincia di Lucca, Pisa, Firenze e Arezzo, il cui export del settore nel 2009 è stato pari rispettivamente a 176, 199, 522 e 111 milioni di euro.

Il distretto di Santa Croce sull´Arno, situato tra le province di Pisa e Firenze, rappresenta una delle principali realtà nel campo della lavorazione conciaria a livello italiano e internazionale e si caratterizza per essere l´unico distretto la cui specializzazione abbraccia l´intera filiera produttiva della pelle, dalla concia al prodotto finito. La principale specializzazione è rappresentata dalla produzione di pelle e cuoio da suola per calzatura (70% della produzione); al settore della pelletteria è dedicato il 20% della produzione, mentre il restante 10% all´abbigliamento, all´arredamento e ad altre produzioni, quali prodotti chimici e macchine per conceria. Nel distretto di Santa Croce sull´Arno si realizza il 98% circa della produzione italiana di cuoio da suola (il 70% di quello dei paesi Ue) e il 35% della produzione nazionale di pelli per calzature, pelletteria e abbigliamento. Il modello produttivo è caratterizzato da una struttura frammentata di piccole e medie imprese. Nel comparto conciario circa l´80% delle imprese è impegnato nella produzione di pelle e il restante in quella di cuoio; le concerie, in particolare, sono oltre 900 con oltre 8mila addetti, mentre complessivamente sono oltre 5mila le imprese operanti nelle attività economiche tipiche del distretto (preparazione e concia del cuoio, abbigliamento in pelle, pelletteria, calzature, fabbricazione di parti in cuoio per calzature) con quasi 35mila addetti.

La produzione del distretto fiorentino della pelletteria è principalmente rappresentata da articoli di pelletteria quali borse, portafogli, cinture e altri articoli in pelle, collocabili nella fascia prezzo/qualità alta (fino al segmento del lusso) o medio-alta. Nel distretto sono presenti anche imprese specializzate nel comparto calzaturiero. Secondo i dati di censimento Istat, nel 2001 un quarto degli addetti della pelletteria italiana trovava impiego nel polo. Nel distretto sono localizzate sia grandi griffe, che operano come leader e global player nel sistema moda, sia imprese locali di piccole e medie dimensioni dotate di un proprio marchio.
(Fondazione Edison)

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/04/progetto-mps/mps-firenze-successo-distretti.shtml?uuid=978adbb0-52d2-11df-84e7-2a5ec8989655&DocRulesView=Libero

Fonte: IL SOLE 24ORE

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