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PER I ŽFUORI LEGGEŽ MULTE DA 70 MILA EURO E SOSPENSIONE DELLŽATTIVITAŽ

22-03-2010 - MADE IN ITALY
Made in Italy, chi sbaglia chiude

IMPRESA
Di Silvana Saturno

Le nuove sanzioni alle imprese che usano illegittimamente la dicitura su tessile, pelletteria e calzature

Etichette fuori legge: multe da 70 mila e attività sospesa

Usare in modo scorretto l´etichetta «Made in Italy» su abiti, scarpe, borse o altri prodotti tessili e di pelletteria, costerà alle aziende fuori legge, da ottobre prossimo, dai 30 ai 70 mila euro di multa, che potranno essere aumentati fino a due terzi. Perseverare significherà pagare ancora più caro l´utilizzo illecito, perché alla punizione economica si aggiungerà la sospensione dell´attività, da un mese a un anno. È quanto prevede la nuova legge («Reguzzoni-Versace-Caleraro», dal nome dei primi tre firmatari) sull´etichettatura «Made in Italy» approvata mercoledì in commissione attività produttive alla camera in via definitiva.

Prodotti «Made in Italy». Il campo d´applicazione del nuovo sistema di etichettatura è circoscritto ai prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri. L´obiettivo del sistema è quello di evidenziare il luogo di origine di ogni fase di lavorazione e assicurare la tracciabilità dei prodotti.

Ogni impresa produttrice, in etichetta, dovrà in primo luogo fornire, in modo chiaro e sintetico, informazioni sul rispetto delle norme in materia di lavoro, delle convenzioni siglate in seno all´organizzazione internazionale del lavoro, delle norme di igiene e sicurezza dei prodotti e di tutela ambientale (art. 1, comma 3, della legge).

La dicitura «Made in Italy», poi, potrà essere utilizzata esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente in Italia e, più in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore siano state eseguite nello Stivale (art. 1, comma 4, della legge).

Per far sì che si possano correttamente individuare e «numerare» le fasi svolte in Italia, la nuova legge prevede, sempre all´art. 1, cinque commi (dal 5 al 9), ognuno dei quali, settore per settore, individua le varie fasi di lavorazione. Per esempio, per il settore tessile, per fasi di lavorazione si intendono «la filatura, la tessitura, la nobilitazione e la confezione compiute nel territorio italiano anche utilizzando fibre naturali, artificiali o sintetiche di importazione». E individuazione/elencazione analoga è prevista per il settore della pelletteria, per il calzaturiero, per i prodotti conciari e per il settore dei divani.

Le sanzioni. La nuova legge punisce con multe salate chiunque violi sia il comma 3 (rispetto delle norme su ambiente, sicurezza, lavoro) sia il comma 4 (numero lavorazioni svolte in Italia) dell´art. 1 della legge: la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per il trasgressore varia dai 10 mila ai 50 mila euro; nei casi di maggiore gravità, la sanzione è aumentata fino a due terzi (e diminuita nella stessa misura nei casi di minore gravità). Si applicheranno inoltre il sequestro e la confisca delle merci.

Sanzioni più severe se a violare la legge sull´etichettatura è un´impresa: in tal caso la multa prevista varia fra i 30 mila e i 70 mila euro (anche in questo caso aumentabile o diminuibile fino a due terzi). In caso di reiterazione della violazione, è disposta la sospensione dell´attività per un periodo che varia da un mese a un anno.

Sono invece state eliminate le sanzioni originariamente previste per i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio, preposti agli accertamenti che omettano di eseguire i controlli sul rispetto della legge (erano previste reclusione e multa fino a 30 mila euro). La normativa sul Made in Italy, si ricorda, acquisterà efficacia dal 1° ottobre 2010 (art. 4 della legge).

© Riproduzione riservata

Fonte: ITALIA OGGI

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