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Alla "Rino Mastrotto" nero per 174 dipendenti

31-08-2011 08:05 - LAVORO & ETICA
NUOVE INDAGINI. La guardia di finanza ha contestato 4 milioni di euro non conteggiati
Il gruppo con sede a Trissino avrebbe pagato quote di straordinario sulle quali ora sarà multato. Come gli operai
31/08/2011

Altri 174 dipendenti pagati parzialmente in nero nella concia. È quanto ha scoperto la guardia di finanza di Vicenza, che dopo aver elevato una serie di contestazioni al "Gruppo Mastrotto spa" di Arzignano dei fratelli Bruno e Santo, di natura sia amministrativa che penale, ha segnalato all´Agenzia delle entrate anche la "Rino Mastrotto spa", con sede principale in via dell´Artigianato a Trissino. Dell´universo societario fanno parte anche le concerie "Calbe & Brusarosco" e "Galassia" di Arzignano e "Pomari" di Lonigo, oltre ad altri due stabilimenti a Trissino. A Rino, fratello degli altri due imprenditori, sono state elevate dai finanzieri del colonnello Antonio Morelli solo sanzioni fiscali.

LA VERIFICA. I detective del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle avevano avviato nei confronti delle società del gruppo, che prende il nome dal notissimo imprenditore conciario, una verifica fiscale. La società di Rino non era stata infatti coinvolta nelle indagini "Dirty leather", "Reset" e "Amici per la pelle" che hanno sconvolto il comparto e portato alla luce un sistema criminale quanto mai diffuso. Gli investigatori del tenente colonnello Paolo Borrelli hanno analizzato l´attività delle concerie del gruppo dal 2005 al 2010, scoprendo quello che ritengono un sistema di retribuzione irregolare.

IL NERO. In base agli accertamenti, infatti, 174 dipendenti - negli ultimi mesi prima dell´inizio dell´attività ispettiva - avrebbero percepito somme in nero dall´azienda per le ore di straordinario. La somma calcolata dai finanzieri come totale di compensi non dichiarati si aggira sui 4 milioni di euro, con cifre fino a 100 mila euro al mese. I militari hanno scoperto che esistevano accordi precisi fra la società e i lavoratori per il pagamento dello straordinario; e che quest´ultimo veniva pagato di più anche se il "fuori busta" non poteva ovviamente essere calcolato per la pensione. Alcuni impiegati lavoravano proprio su questo fronte: sentiti dagli inquirenti, avrebbero ammesso l´esistenza delle retribuzioni irregolari anche in precedenza.

IL SOSPETTO. Da dove arrivava quella grossa disponibilità di contanti con cui la "Rino Mastrotto" pagava i dipendenti? Il sospetto della guardia di finanza è che arrivasse da cessioni di pellame in nero. In questa maniera la ditta avrebbe risparmiato sulle tasse, offrendo al mercato prodotti a prezzi vantaggiosi.

CHI PAGA? Secondo le fiamme gialle, ora a pagare non sarà soltanto l´azienda, ma anche i singoli lavoratori che hanno percepito somme - calcolate al centesimo grazie alla contabilità parallela acquisita durante la verifica - non presenti nella dichiarazione dei redditi. La verifica rischia di trasformarsi in una sorbola per tutti, proprio com´era avvenuto al "Gruppo Mastrotto" di Arzignano con 800 dipendenti per via dei "fuori busta".

LA DIFESA. L´azienda ha ritenuto di collaborare con gli inquirenti nel corso della verifica, ma di fatto contesta le conclusioni sostenendo che le somme in nero sono in realtà molto inferiori e si riferiscono solo a un periodo. In sede di contenzioso, è probabile che la difesa del gruppo (una spiegazione, più che una giustificazione) sia quella che la peculiarità della produzione conciaria fa sì che lo straordinario (in eccesso rispetto alle 250 ore annue massime previste dal contratto) sia necessario in alcuni momenti dell´anno, quando giungono grosse commesse, e che non vi sia modo se non con il "fuori busta" di venire incontro e alle esigenze della produzione (in tempi ristrettissimi) e a quelle dei lavoratori. I meccanismi normativi rigidi non consentirebbero altre soluzioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/283680__alla_rino_mastrotto_nero_per_174_dipendenti/

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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