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CONCIARI SUL PIEDE DI GUERRA

05-03-2011 18:36 - SINDACATI-SINDACALE
SANTA CROCE . I Sindacati attaccano l´Unic: Mette addirittura in forse l´utilità delle regole

Il contratto di lavoro è scaduto dal 31 ottobre

I lavoratori del distretto conciario sono sul piede di guerra. Il problema è ancora il mancato accordo sul rinnovo del contratto di lavoro, scaduto il 31 ottobre scorso. I sindacati, che ieri mattina hanno incontrato il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, usano parole di fuoco soprattutto nei confronti delle associazioni datoriali: L´Unic non vuole nemmeno discutere e mette addirittura in forse l´utilità del contratto.

Non si può parlare di rottura perchè la trattativa in realtà non è mai neppure iniziata. Comincia così la spiegazione di Stefano Del Punta (Cgil), all´incontro di ieri tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori conciari (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil) e il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi. E´ solo il primo di un ciclo di appuntamenti che a breve coinvolgerà anche altri tre comuni del Valdarno.

Sul tavolo c´è il mancato per il rinnovo del contratto nazionale dei conciari, scaduto il 31 ottobre scorso, con il fallimento del tavolo riunito a Milano il 12 gennaio con l´Unione nazionale dell´industria conciaria.

"Da parte di Unic non c´è neppure la disponibilità discutere, ma solo la volontà di mettere in discussione l´utilità stessa del contratto", denunciano i sindacati, che puntano il dito proprio contro gli imprenditori del Valdarno.

"Avevamo capito subito che non sarebbe stata una trattativa facile - dice Del Punta - con una controparte che ogni volta aggiungeva elementi di distanza in più. Ma quello che ci ha scandalizzato è stato sprattutto l´atteggiamento, il tono col quale il direttore di Unic, Salvatore Mercogliano, ha deriso il contratto nazionale, trattato come uno strumento inutile e gravoso per le aziende. E´ stato detto che non c´è bisogno di regole, perchè l´unica regola è quella del mercato. Sono state derise anche le istituzioni locali, dicendo che non devono mettere bocca nelle scelte degli imprenditori".

"Siamo rimasti molto amareggiati - prosegue - soprattutto perché il nostro era l´unico distretto conciario ad essere rappresentato: oltre al direttore era presente solo il presidente Graziano Balducci, mentre nell´incontro precedente era intervenuto Attilio Gronchi del Consorzio. Speravamo almeno in una presa di distanza. Invece niente".

Secondo i sindacati non ci sono ragioni economiche alla base del mancato rinnovo: "Abbiamo raggiunto un accordo perfino con l´Assa - dice Del Punta - garantendo un aumento salariale di 35 euro mensili e un tetto del 23% all´assunzione di manodopera a tempo o interinale. E in questo i contoterzisti sono la parte più debole. Il nostro distretto mostra segnali di ripresa, ma quando gli imprenditori arrivano a Milano non si parla che di c risi".

I sindacati non lo dicono chiaramente, ma non escludono che le ultime vicende Fiat possono aver influito: "Noi ci auguriamo di no - attacca Del Punta - perché se qualcuno crede di approfittare delle difficoltà per togliere i diritti si sbaglia di grosso. Noi non arretreremo di un millimetro".

IL 7 aprile i sindacati saranno a Lineapelle con un presidio; per gli stessi giorni sono annunciate 12 ore di sciopero.

Il sindaco Ciaponi ha garantito pieno appoggio ai sindacati: "Il contratto è fondamentale per garantire controlli e diritti; uno strumento per la tenuta dedl territorio. Su questo punto i nostri Comuni hanno una posizione molto chiara. Mi lascia molto perplesso l´attacco contro le istituzioni, soprattutto in una zona dove ci sono temi aperti come il Tubone e il Poteco. Sono frasi irrispettose e ingenerose. Chiederò spiegazioni al presidente di Unic e alle due associazioni conciarie".

Giacomo Pelfer

Fonte: IL TIRRENO

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