CHI INVESTE, CHI CHIUDE; CHI RISPETTA LE REGOLE, CHI CONTINUA A INQUINARE: IMPRESE CHE NON FANNO SQUADRA
Solofra- Operare una fotografia del distretto industriale di Solofra non è cosa semplice. Si ha a che fare con una realtà estremamente variegata e per molti aspetti contraddittoria. Da un lato cè il polo conciario che ci viene raccontato da dati, grafici e statistiche e che consegnano il quadro di una realtà che ha ripreso a crescere e che ha addirittura recuperato il giro daffari pre-crisi. Dall´altro cè il polo conciario del territorio, delle grandi imprese in crisi. Cè il polo conciario che nellultimo decennio ha dovuto assistere alla chiusura della conceria Map, prima, e della conceria Albatros di recente. Due aziende che avevano legato il loro nome allimprenditoria conciaria solofrana, che erano il simbolo dellimprenditoria conciaria solofra. Cè il polo conciario degli sversamenti abusivi e dei lavoratori in nero.
La zona grigia. Tutti fenomeni che si annidano in una sorta di zona grigia che da anni viene riceve lunanime condanna di istituzioni, imprenditori e sindacati ma che continua a appresentare un problema, un marchio d´infamia per l´intero comparto conciario cittadino. Sversamenti abusivi, dunque, ma anche aziende virtuose che hanno aderito al Marchio di ecocompatibilità promosso Tavolo di Concertazione del Progetto Integrato Distretto industriale di Solofra e che si propone di promuovere azioni per il miglioramento ambientale del Distretto conciario finalizzato a creare nel polo solofrano le condizioni favorevoli ad avviare un percorso di sviluppo sostenibile.
Ambito Produttivo Omogeneo EMAS. Sforzi che sono stati premiati visto che Solofra è riuscita ad ottenere l´attestato di Ambito Produttivo Omogeneo EMAS(rilasciato il 12/06/2009 e rinnovato annualmente) . E Solofra è l´unico APO del sud-Italia. Una risorsa importate che però si continua a non adeguatamente apprezzare e sfruttare visto che ad oggi sono solo sette le aziende che hanno conseguito il marchio mentre altre 19 sono ancora sub iudice.
Luci ed ombre, dunque, che hanno leffetto di alimentare ed esasperare le criticità del territorio. A cominciare dalla difficoltà degli imprenditori solofrani di fare squadra, o volendo utilizzare un termine caro agli economisti, fare sistema.
E quindi di dare vita ad un progetto unitario di crescita per il polo conciario solofrano. Questo spiega, ad esempio, come in un polo industriale che è riuscito ad ottenere la certificazione ambientale possano continuare ad operare imprenditori che pensano di abbattere i costi sversando abusivamente o utilizzando manodopera in nero.
Gestione del ciclo depurativo. Altro punto nero: la gestione del ciclo depurativo. Gli imprenditori conciari non hanno voce in capitolo sulle scelte che toccano un settore vitale e questo ha fatto si, ad esempio, che l´allora commissario per il Sarno il generale Roberto Jucci prima di lasciare la gestione dell´impianto facesse mandare giù agli imprenditori un aumento della tariffa della depurazione di circa il 20%. E questo avveniva negli anni della crisi quando cioè le aziende chiudevano per mancanze di commesse e mandavano gli operai a casa.
Giuseppe Aufiero
23 GENNAIO 2012
Fonte: OTTOPAGINE.it