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Concia, gli imprenditori bacchettano i politici

02-11-2011 20:52 - DISTRETTO SOLOFRA
«ENERGIA E DEPURAZIONE CI UCCIDONO»

Solofra- Dopo le organizzazioni sindacali, il Partito Democratico ha nelle scorse ore dato luogo ad un momento di confronto con le associazioni datoriali. Il mantra recitato dai conciatori è semplice: riduzione dei costi fissi legati ad energia, depurazione e rifiuti, che con il loro peso rappresentano una zavorra significati alla competitività sul mercato della produzione made in Solofra.

Le imprese conciarie puntano sulla qualità, ma questa da sola non può essere sufficiente a conquistare fasce significative di mercato. In rappresentanza degli imprenditori conciatori sono intervenuti al tavolo del Pd Angelo Sari dell´Unione degli industriali, Francesco Rizzo della Confapi e Luciano Guarino del Cna. «Per la nostra comunità - spiega il segretario Gerardo De Stefano - non c´è futuro senza sviluppo ed anche le prossime amministrazioni comunali non avranno nulla da programmare e amministrare se salta l´economia di Solofra. Per questo - conclude il segretario PD - il confronto, la collaborazione e la concertazione con gli operatori economici sono essenziali per amministrare Solofra».

Il consigliere comunale Michele Vignola rilancia il «patto sociale fra le forze politiche e quelle della società solofrana che intendono avviare una fase nuova nella storia della città, che porti sviluppo, vivibilità, occupazione e ricchezza». Nel corso della discussione sono stati affrontati diversi aspetti che vanno dalla depurazione dei reflui industriali al ciclo integrato delle acque, dal certificato di eco compatibilità della "pelle made in Solofra" alla diversificazione produttiva in aggiunta all´industria conciaria, dal controllo del territorio attraverso il rispetto della legalità ad un marketing del manufatto pelle, ampliando e completando la filiera, spingendo le altre realtà regionali che si occupano del prodotto "pelle" a fare massa critica su Solofra anche con l´aiuto della Regione attraverso progetti finanziabili.

A tal proposito ci si è chiesti: a cosa serve il polo della calzatura di Marcianise (10 milioni di euro)? Occorre, invece, un´azione politica forte nei confronti dei diversi livelli istituzionali, a cominciare dall´Ente Regione, per fare in modo che Solofra sia il distretto della "pelle" in Campania e nel Mezzogiorno, con tutto ciò che ne consegue in termini di scelte politiche ed economiche rispetto al prodotto "pelle". Inoltre, sono state poste in risalto delle criticità: una zona industriale satura, la riconversione di parte dell´area industriale dismessa, soprattutto di quella a ridosso dell´area urbana, anche su altri settori lavorativi, commerciali e di servizi; una gestione dei rifiuti insufficiente e costosa, le azioni consortili che non decollano.

Se l´Istituto conciario come scuola è in difficoltà, rischiando addirittura la chiusura, non si potrebbe fare del suo know how un momento di formazione per una riqualificazione del personale? Perché non creare uno sportello per le imprese? Vi è poi la necessità di riprendere la battaglia sulla Stazione Sperimentale Pelli di Napoli, patrimonio di ricerca scientifica, che, dopo il decreto del Governo che ne ha previsto l´abolizione come ente autonomo e l´accorpamento alla Camera di Commercio di Napoli, rischia addirittura l´estinzione. Gli imprenditori hanno evidenziato come la parte pubblica, a partire dal Comune, per quanto di competenza può incidere, se c´è volontà politica, sui processi economici di Solofra.

Le imprese per restare sul mercato hanno bisogno da un lato di ottimizzare i costi e dall´altro di promuovere l´immagine del proprio prodotto: «Oggi - hanno dichiarato i rappresentanti di categoria - energia, depurazione e rifiuti incidono sul nostro fatturato per una percentuale del 7%. E´ un costo che non possiamo più sostenere. Ma è possibile mettere in campo progetti e scelte politiche che ci consentano di ridurre questo costo al 2-2,5%. Urge, inoltre, una politica di promozione dell´immagine a livello nazionale ed internazionale, attraverso i mezzi di comunicazione, il marketing e l´internazionalizzazione. Senza le istituzioni gli

imprenditori non possono farcela da soli». Gli imprenditori hanno evidenziato, inoltre, quanto il ruolo del Comune sia fondamentale per la sburocratizzazione delle procedure relative alle autorizzazioni necessarie all´attività produttiva (conferenze dei servizi) e anche nel rapporto con gli istituti di credito per le politiche di finanziamento all´economia locale.

Giuseppe Aufiero

02 NOVEMBRE 2011

http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=21584

Fonte: OTTOPAGINE

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