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LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE FRANCIONI (ASSOCIAZIONE CONCIATORI SANTA CROCE): IL 2009 LŽANNO PIUŽ NERO

04-06-2010 - DISTRETTO SANTA CROCE SULLŽARNO
San Miniato

Assoconciatori, la relazione del presidente: "Il 2009 è stato l´anno più nero del Comprensorio"

Alessandro Francioni parla delle difficoltà con il credito, del ridotto costo della depurazione, della speranza nei giovani imprenditori che si sono affacciati nel settore pelle
04/06/2010 - 10:24

Il presidente dell´Associazione Conciatori di Ponte a Egola (frazione di San Miniato), Alessandro Francioni, ha presentato la propria relazione sullo stato del comparto nel corso dell´assemblea dei soci.

Di seguito il testo del suo intervento.

"IL 2009. L´anno ormai trascorso resterà nella storia del Distretto conciario di Santa Croce come il periodo più nero che il nostro Comprensorio abbia vissuto dal dopoguerra ad oggi, con un calo di concerie associate all´Associazione conciatori pari al 7%. Non è stato facile muoversi in una realtà che ogni giorno presentava saldi sempre più negativi, con i problemi occupazionali che si facevano sempre più drammatici, con il credito che si stringeva sempre di più sulle aziende e con l´assenza degli ordini che fiaccava l´impegno, pieno di speranze, profuso nell´allestimento dei campionari e nelle manifestazioni fieristiche. La nostra convinzione era che il mondo non si sarebbe fermato e che, nel nostro settore c´erano e ci sono tutti gli elementi per affrontare con speranza e fiducia una seppur lontana ripresa. Per fortuna le temute chiusure dopo la pausa estiva non ci sono state e se abbiamo lasciato sul terreno qualche azienda, la maggior parte, soffrendo, è arrivata fino ad oggi.

L´OPERA DI CONVINCIMENTO CON LE BANCHE. Non è stato facile muoversi a tutto campo nel settore del credito. Abbiamo fatto di tutto per incontrare i vertici delle banche e dimostrare che la nostra è una imprenditoria sana. Li abbiamo invitati a guardarci più da vicino, a non farsi fuorviare dalla congiuntura sfavorevole, a tener conto di quanto incidevano percentualmente le sofferenze sul credito erogato, in rapporto agli altri settori o anche allo stesso nostro settore in altre parti d´Italia. Ci siamo uniti in un fronte comune con le istituzioni locali, le altre associazioni di categoria ed i sindacati dei lavoratori per promuovere ogni iniziativa che garantisse un supporto indispensabile alle aziende, ai lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, per non disperdere il vitale patrimonio umano di conoscenze e di capacità che si sono formate nel tempo e per fare in modo che il settore avesse quel minimo di ossigeno che serviva a sopravvivere fino alla ripresa. Non poche sono state, e per molte aziende lo sono tutt´ora, le difficoltà con il settore del credito. Dobbiamo fare un attento esame di coscienza, perché sono molti gli imprenditori che hanno dato scarso peso all´aspetto finanziario nella propria azienda e che, in un sistema di credito facile, non hanno mai considerato la banca come partner finanziario della propria azienda.

I nostri interventi con la Regione Toscana e con le banche sono stati indirizzati, in prima istanza, a mettere a disposizione risorse per la garanzia del credito e consentire alle aziende di poter trasformare il debito a breve, in debito a medio e medio lungo termine, in modo da sollevare le aziende dal contingente. Quando hanno cominciato a manifestarsi sintomi, seppur lievi, di ripresa, abbiamo spiegato alle banche che il primo intervento sarebbe stato inutile se non si provvedeva a finanziare la ripresa con l´acquisto delle scorte e i costi della produzione nel periodo che va dall´acquisizione degli ordini alla emissione della fattura. La nostra struttura ha lavorato a fianco di alcune banche più sensibili che hanno rivisitato complessivamente il settore, analizzandolo nei suoi percorsi, dall´acquisto della materia prima alle varie fasi della concia, fino alla immissione sul mercato del prodotto, in modo da mettere a punto strumenti di credito utili ed efficaci, nella piena consapevolezza della maniera in cui vengono impiegate le risorse. La collaborazione è piaciuta al sistema del credito, tanto che una delle banche di interesse nazionale ci ha addirittura chiesto di fare formazione per i dipendenti delle filiali che operano sul settore.

LE RIDUZIONI DEI COSTI DI DEPURAZIONE. La situazione di profonda crisi ha costretto le aziende a rivisitarsi sostanzialmente ad ottimizzare le risorse, ad eliminare le dispersioni, a mirare i propri obiettivi e dimensionarsi in funzione di quelli. Il 2009, come temevamo, ha registrato il record storico più basso con 3 milioni di metri cubi di acqua scaricati, nonostante ciò, attraverso l´impegno e gli sforzi nella gestione, siamo arrivati con soddisfazione di tutti a ridurre comunque ulteriormente il costo di depurazione. Nel 2009 infatti il depuratore di Santa Croce sull´Arno ha diminuito la propria tariffa di euro 0,61 al metro cubo, passando quindi a 6,78 euro dai 7,39 euro dell´anno precedente.

IL RICAMBIO GENERAZIONALE. L´attività del Gruppo giovani imprenditori, divenuto ormai una realtà unica fra i giovani imprenditori di Santa Croce sull´Arno e Ponte a Egola è uno degli elementi più importanti su cui ruota il futuro del comparto di pelle e cuoio. Il futuro sarà fatto anche del riordino idrico regionale, il cosiddetto Tubone, che sarà anche un importante stimolo a intraprendere il percorso di unire i conciatori sotto un´unica Associazione che li rappresenti tutti e che garantirebbe una forza contrattuale maggiore nei confronti di tutti ed una capacità operativa e decisionale più veloce e più snella. La nostra speranza è che l´Assemblea del prossimo anno sia già l´organo che contiene, al suo interno, tutti i conciatori del nostro distretto.

IL 2010. Con l´inizio del 2010, abbiamo cominciato a intravedere quel barlume di speranza che attendevamo con ansia. Non siamo certo fuori dalla crisi, ma avvertiamo di aver già toccato il fondo e che sta iniziando una, seppur leggera, risalita di cui si sono accorti anche il sistema del credito, le compagnie assicurative e il mondo politico. Purtroppo la nostra pur flebile ripresa, se ha riportato al lavoro buona parte dei cassaintegrati, non ha certo risolto il problema di quelli che hanno perso il lavoro. Gli ordini, anche se a macchia di leopardo non assicurano, per ora, la continuità del lavoro fino all´inizio della prossima stagione. Il mercato interno, che rappresenta il 50% della nostra produzione non sembra poterci garantire continuità, anche se la crescita di paesi emergenti, come Cina e India, può creare condizioni di maggior favore in virtù dell´apprezzamento del dollaro sull´euro che darà stabilità o riduzione ai nostri prezzi. Il nostro impegno dovrà continuare con determinazione. Abbiamo la fortuna di operare in un distretto che, nel tempo, si è auto-strutturato consentendo ad aziende medio piccole come le nostre di avere una incredibile flessibilità e la capacità di adeguarsi alle esigenze delle sfide che il mercato globale ci impone.

Non dovrà mancare l´apporto costruttivo della pubblica amministrazione. I nostri impianti consortili sono stati e saranno l´elemento strategico sul quale si è basata la nostra possibilità di sopravvivenza e di sviluppo nel futuro. Incertezze sulla loro conduzione possono minare sostanzialmente la solidità economico produttiva del distretto. Non possono esserci tentennamenti nelle scelte e nelle decisioni; ci aspettiamo che gli enti pubblici abbiano piena coscienza del fatto che un settore produttivo come il nostro, riesce a sopravvivere nel mercato globale solo se è in grado di rigenerarsi continuamente. I nostri tempi non possono essere ritardati, come spesso è successo nel passato, da una Pubblica Amministrazione che impiega anni nei processi decisionali. Vorremmo anche che episodi come quelli del passato, che hanno penalizzato fortemente il settore costringendolo a sopportare costi incredibili, non si ripetessero più. La solerte rigidità di funzionari che danno importanza alle virgole, anziché alla sostanza degli investimenti fatti per la risoluzione dei problemi, ha rischiato spesso di metterci in ginocchio. I dirigenti che non vogliono prendersi responsabilità e che subordinano il loro agire esclusivamente ad una tranquillità garantita e certificata, non sono adatti a ricoprire quel ruolo. I conciatori ce la stanno mettendo tutta per ripartire e se ognuno farà la propria parte il 2010 sarà l´anno della ripresa che tutti si augurano".

Alessandro Francioni, presidente Associazione Conciatori di Ponte a Egola

http://www.gonews.it/articolo_57045_Assoconciatori-relazione-presidente-2009-stato-lanno-nero-Comprensorio.html

Fonte: GONEWS.IT

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