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PER LA CGIL I DATI DELLA DPL SUL LAVORO NERO IN CONCERIA NON SONO DISCUTIBILI

11-08-2011 18:37 - LAVORO & ETICA
Valdarno Inferiore
Lavoro nero in conceria, la proposta di Contino (Cgil): "Un codice etico sui temi della legalità per tutto il distretto, condiviso da azienda e dall´intera filiera produttiva"
"Come è stato possibile non rendersi conto che certi prezzi erano chiaramente originati dal non rispetto delle regole"
11/08/2011 - 12:39

Domenico Contino, segretario Cgil Pisa e coordinatore Valdarno Inferiore, interviene sul lavoro irregolare nelle concerie del distretto del Cuoio alla luce dei dati emersi dopo i controlli degli ispettori della direzione provinciale che hanno dovuto sospendere l´attività di 12 fabbriche.

Con l´avvento della crisi, nel 2008, sono diventate sempre più frequenti le situazioni di illegalità che emergono nel settore conciario, in modo particolare nelle piccole aziende conto terziste, i "furbetti"di turno, facendosi scudo della crisi e della carenza di lavoro utilizzano lavoratori al nero, mettono a repentaglio la salute e la sicurezza dei dipendenti, evadono tasse e contributi, chiudono e riaprono il giorno dopo con altra denominazione, ciò gli consente di operare prezzi più bassi creando di fatto una concorrenza sleale rispetto alle aziende che si attengono alle regole; il sindacato più volte, anche pubblicamente, ha sollevato questo tema.

I dati forniti recentemente dalla Responsabile della Direzione Provinciale del Lavoro, attraverso una conferenza stampa, relativi alle 51 aziende conciarie ispezionate nei primi 6 mesi dell´anno da cui emerge che nel 62% di esse sono state riscontrate irregolarità, confermano ed accentuano i nostri sospetti e le nostre preoccupazioni.

Ovviamente riteniamo sbagliato generalizzare, le gravi irregolarità riscontrate sono nelle aziende ispezionate, il 62% quindi è riferito a quelle non a tutte le aziende del settore che sono circa 800, la gran parte di esse si attengono alle regole ed anzi hanno reso possibile, di concerto con il territorio, che il Distretto conciario di Santa Croce sia unanimemente riconosciuto quale punto di eccellenza nel panorama mondiale, oltre per la qualità dei suoi prodotti, su tanti altri temi ambientali e del territorio.

Per queste ragioni non condividiamo, anche se umanamente comprendiamo la levata di scudi di una parte di loro sulla pubblicazione dei dati da parte della responsabile della Direzione provinciale del lavoro; quei dati non hanno bisogno di essere verificati, purtroppo tali sono e non è utile per nessuno cercare di minimizzare o di guardare da un´altra parte.

Come è stato possibile non rendersi conto che certi prezzi erano chiaramente originati dal non rispetto delle regole, che questo era possibile solo sfruttando situazioni e manodopera, evadendo tasse e contributi, facendo concorrenza sleale e dumping; chi con costoro ha avuto relazioni e rapporti di affari come può dire che non si era reso conto che qualcosa non tornava; è più verosimile che qualcuno, pur di fare qualche risparmio, si sia turato il naso, gli orecchi e coperto gli occhi.

Questi dati non vanno minimizzati, se oggi i "furbetti" sono ancora una minoranza e possono essere combattuti e vinti è richiesto a tutti coloro che intendono fare onestamente il proprio lavoro senza mezzucci e nel rispetto delle regole, oltre ad un sostegno agli organi ispettivi istituzionalmente preposti, un comportamento etico ancora più fermo a partire dal fatto che se viene offerta una fornitura ad un costo stracciato e fuori mercato è necessario rifiutarla in quanto frutto di illegalità e concordando percorsi e modalità a cui attenersi che impediscano il proliferare della ricerca di scorciatoie.

Nel Distretto Conciario sui temi della legalità e del lavoro nero sarebbe necessario dotarsi di un codice etico condiviso che coinvolga non solo le singole aziende ma l´intera filiera produttiva, la cui adesione ed osservanza diventi condizione preliminare per coloro che vogliono operare in questo Distretto.

E´ naturalmente una proposta aperta che intendiamo portare al confronto, nel mese di settembre, con le Associazioni imprenditoriali del settore, con le Istituzioni territoriali, con gli organi di prevenzione vigilanza e controllo preposti.

CGIL PISA
Domenico Contino


NOTA
di Claudio Gufoni*

Premesso che non posso che condividere le posizioni sopra espresse laddove si accertino fatti come denunciati dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Pisa, c´è da chiedersi se le Parti che hanno sottoscritto il Ccnl - Sezione mercato del lavoro - , Cgil compresa, si sono mai posti l´obiettivo di discuterlo con le Organizzazioni locali, definirlo e ´vigilare´ sulla corretta sua applicazione.

In verità, nel 2005 l´Assa ha ´tentato´ (invano) di condividere un documento attraverso un percorso che ha coinvolto anche i Sindacati locali, la Regione e la Provincia di Pisa; per quanto mi risulta, anche le OO.SS. vennero invitate (24 ottobre 2005) dal Sindaco Osvaldo Ciaponi a discutere il giorno 7 novembre 2005 l´OdG sugli adempimenti staturari e quant´altro.

Per ora mi fermo quì. Se però qualcuno ha dati più aggiornati in merito, sarò felice di poterli leggere con attenzione.

* Respondabile Sindacale Studio Bini

Fonte: GONEWS

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