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INPS: LŽEVASIONE DIVENTA PIUŽ DURA

22-02-2010 - I.N.P.S.
Scacco matto all´evasione Inps Indagini mirate sui soggetti segnalati dall´incrocio dei dati

PRIMO PIANO
Pagine a cura di Daniele Cirioli

Con la nuova frontiera di tutela del credito (circolare n. 23/2010) milioni di posizioni a rischio

Furbetti dell´Inps con le spalle al muro. Nel 2010, infatti, l´istituto previdenziale vedrà crescere la possibilità di scovare gli evasori contributivi: abbandonata l´esclusività dell´azione di verifica sul campo (cioè tramite accessi aziendali), le prime indagini sulle posizioni contributive avverranno sui soggetti segnalati dall´incrocio dei dati di tutte le altre amministrazioni pubbliche (Agenzia entrate, camere di commercio, centri impiego). Dunque, un´azione di sorveglianza, continua e congiunta di più amministrazioni che lascerà meno spazio di iniziativa a chi vuole trasgredire. Anche la bolletta Enel, per fare un esempio, se troppo alta o troppo bassa, farà da campanello di allarme a possibili anomalie, spingendo l´Inps a indagini preventive in via amministrativa sulla posizione contributiva aziendale. Questa la «nuova frontiera di tutela del credito» messa in campo dall´Inps con la circolare n. 23 del 16 febbraio.

Sotto torchio milioni di posizioni contributive. Il cambio di rotta nella procedura di vigilanza risale al 2008 quando, dopo vari tentativi, sono state fissate le regole per una reale collaborazione tra le varie amministrazioni pubbliche sullo scambio dei dati (dl n. 112/2008 e dl n. 78/2009). In virtù delle nuove disposizioni, il 12 dicembre 2008 l´Inps e l´Agenzia delle entrate hanno sottoscritto il Patto contro l´evasione fiscale e contributiva. Un patto attraverso il quale Entrate ed Inps hanno dato il via alla realizzazione di un fronte unico contro l´evasione.

Nel 2009, grazie al costante e reciproco scambio di dati, ma anche all´entrata in campo della guardia di finanza, incominciano a misurarsi i primi risultati. Oltre 20 mila nuovi iscritti all´Inps, di cui 7 mila nella gestione commercianti e 13 mila in quella separata. Si tratta del 45% delle posizioni individuate grazie al flusso di dati forniti dalle Entrate all´Inps: un controllo congiunto che si è tradotto nell´invio di 45mila lettere ai contribuenti, invitati a mettersi in contatto con l´Inps. La platea dei sorvegliati è circa 4 milioni di contribuenti (reali e potenziali).

L´Agenzia ha trasmesso, a partire dal mese di marzo, gli elenchi dei titolari di partita Iva al 31 dicembre 2008, dei soggetti associati in partecipazione, di coloro che hanno percepito utili rilevabili dal modello 770/2007 e delle famiglie datori di lavoro di collaboratori domestici (colf, badanti) sulla base delle dichiarazioni presentate per gli anni 2006 e 2007. Sempre l´Agenzia, ancora, ha fornito all´Inps le informazioni dell´anagrafe tributaria relative a 424mila persone fisiche residenti (o non) da meno di 5 anni.

Ma il più dell´operazione è atteso nel 2010:
- l´operazione "Poseidone" proseguirà con la verifica da parte dell´Inps delle posizioni contributive di 120 mila liberi professionisti, non iscritti alla gestione separata e individuati attraverso il confronto con le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2006, e di 450mila soci di compagini societarie, per i quali è necessario accertare l´abitualità e la prevalenza nello svolgimento dell´attività commerciale.

- l´Agenzia delle entrate, ancora, indicherà all´Inps un bacino di utenti da tenere d´occhio per la presenza di situazioni anomale in riferimento alla loro capacità contributiva. Un bacino di circa 800 mila soggetti per anno, con i dati provenienti dagli studi di settore; la platea è, infatti, arricchita dai contribuenti risultati incoerenti negli anni 2006, 2007 e 2008 (quindi circa due milioni e 400 mila aziende);

- l´Inps analizzerà circa 2.800 aziende che hanno denunciato (Dm 10) importi contributivi superiore a 300 mila euro;

- l´Inps effettuerà controlli e recuperi della contribuzione virtuale in edilizia a seguito del diniego totale o parziale della richiesta di Cig con la conseguente sistemazione delle posizioni assicurative dei lavoratori interessati (operazione Pegaso);

- l´Inps procederà al recupero, presso le aziende interessate al pagamento diretto della Cig, delle somme dovute a titolo di contributo addizionale (operazione Giasone);

- l´Inps analizzerà le aziende che, negli anni 2007 e 2008, hanno usufruito di sconti contributivi o che hanno fatto ricorso a particolari tipologie di rapporti di lavoro (per esempio part-time).

La nuova organizzazione dell´Inps. La nuova disciplina di accertamento rientra nei due principali obiettivi strategici perseguiti dall´Inps da anni, cioè quello della riduzione delle anomalie legate ai flussi informativi (denunce mensili contributive, EMens ecc.) e quello dell´aumento del gettito delle entrate mediante la riduzione dei fenomeni di evasione ed elusione contributiva.
Il tutto al fine (antico e supremo, previsto dalla legge n. 335/1995 ma mai attuato) di garantire la corrente e corretta alimentazione dei conti assicurativi individuali (estratto conto contributivo, previsione pensione ecc.) e aziendali, che stanno alla base delle tutele garantite dal sistema di Welfare (tutele assistenziali come malattia, maternità, indennità di disoccupazione, e tutele previdenziali come le pensioni).

A fine anno 2009, l´Inps ha ridisegnato tutto il processo di gestione dei flussi informativi interni ed esterni (all´istituto), con le seguenti principali novità:

- ampliamento delle basi informative, delle modalità e degli strumenti di controllo funzionali a garantire una maggiore capacità di individuazione di fenomeni elusivi ed evasivi;

- integrazione tra le fasi di gestione dei flussi contributivi e di analisi di congruenza, da un lato, e le attività di accertamento anche ispettivo, dall´altro;

- chiara definizione delle modalità di attivazione degli interventi di verifica e di vigilanza e previsione di una nuova modalità di interazione con il contribuente all´interno delle strutture dell´Istituto (verifica amministrativa);

- specifica delle fasi di gestione del credito dal momento della contestazione al contribuente fino all´incasso.

Il processo, che è un processo di back office (eseguito, cioè, direttamente dagli uffici senza alcuna interazione con soggetti all´esterno), si caratterizza per la gestione di tutti i flussi informativi che arrivano all´Inps (Agenzia delle entrate, camere di commercio, utenze Enel ecc.) e costituisce una buona base di partenza per la più approfondita analisi delle situazioni aziendali (sempre dal punto di vista contributivo).

Un´innovazione organizzativa che, tra l´altro, mira all´obiettivo di garantire una riduzione strutturale del contenzioso giudiziario attraverso:

- il potenziamento della funzione deflativa dei ricorsi amministrativi;

- la fluidificazione della comunicazione tra area amministrativa e area legale;

l´approntamento e il rilascio di un sistema di collegamento telematico tra aree legali e amministrative ai fini dell´immediatezza e tracciabilità dei passaggi di tutti i documenti.

La funzione di accertamento e verifica amministrativa. Il nuovo modello organizzativo si basa principalmente sulle potenzialità dei sistemi informativi e delle reti di telecomunicazione.

Sul versante della vigilanza, la sua principale novità sta nella previsione di una «funzione di accertamento e verifica amministrativa» ad opera delle strutture territoriali, e deputata a divenire la fase propedeutica della visita ispettiva vera e propria.
La nuova «funzione» è struttura in maniera tale da poter operare un´integrazione tra fasi amministrative e attività di vigilanza ispettiva, al fine di consentire all´istituto di tenere costantemente sotto controllo le attività di gestione del credito (i contributi) e, soprattutto, un´azione diversa di accertamento che, sulla base dell´analisi degli archivi correlata ai flussi informativi in entrata, risulti autonomamente e automaticamente capace di evidenziare le anomalie e di innestare un processo di verifica che può avere come risultato:

1. la sistemazione delle anomalie;

2. l´accertamento di un credito a favore dell´Inps;

3. un accertamento ispettivo.

Ora le verifiche si fanno a tavolino

Meno accessi ispettivi e più statistica nelle verifiche Inps. L´invio degli ispettori in azienda, infatti, sarà l´ultima opzione di un procedimento di verifica contributiva solo «amministrativo» (a tavolino).

Interessate le aziende con comportamenti ad alto rischio di evasione giudicato su base probabilistica avendo come punto di riferimento gli studi di settore (fiscali).

Sotto la lente Inps dei nuovi controlli, così, finisce un bacino di 2,4 milioni di imprese segnalate dall´agenzia delle entrate, perché incoerenti agli studi di settore degli anni 2006, 2007 e 2008 (800 mila imprese per anno).

Imprese che, se non corrono rischi di un accertamento contributivo «induttivo» (come previsti per il Fisco), sanno di certo di essere sott´occhio dell´Inps e che, prima o poi, potrebbero ricevere la visita di un ispettore.

A queste imprese l´Inps chiederà giustificazione degli scostamenti agli indicatori di produttività, rendimento e del valore aggiunto per addetto dichiarati nei quadri relativi agli studi di settore delle dichiarazioni fiscali (Unico).

Due le alternative: un valido contraddittorio che spieghi i risultati divergenti con gli indicatori, oppure l´adesione all´accertamento con la regolarizzazione del dovuto a titolo di contributi. La terza via è una «minaccia»: far finta di niente (il silenzio), aprirà inevitabilmente le porte dell´azienda agli ispettori.

La vigilanza cambia registro. È un´assoluta novità nel panorama delle attività che l´Inps intende sviluppare nel 2010.

Si chiama procedimento amministrativo di verifica e fa parte del nuovo sistema di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare e sommerso ma, soprattutto, è lo strumento su cui l´Inps scommette per modificare i comportamenti aziendali non corretti allo scopo di vedere incrementare l´adempimento spontaneo, tenuto conto anche del particolare momento storico (crisi) attraversato dall´economia.
In particolare questa nuova attività (funzione di accertamento e di verifica amministrativa) risponde a diverse finalità tra cui anche quella ispettiva:

- modificare comportamenti scorretti, individuare situazioni a rischio e ottimizzare il rapporto con il contribuente mediante la condivisione di intenti (finalizzata al rientro, nel quadro contributivo, dell´azienda irregolare);

- individuare e rendere operative, previa opportuna formalizzazione in regole che dovranno essere osservate su tutto il territorio, le «migliori prassi» (best practices);

- dare l´impulso all´attività di vigilanza ispettiva, laddove emergano gravi irregolarità nonché comportamenti «silenti» irregolari.

Quando il Fisco fa la spia. Punto di partenza della nuova procedura è l´analisi dei dati e informazioni di cui l´Inps dispone o può venire in possesso. Praticamente, l´istituto opera controlli formali della singola denuncia aziendale, focalizzando l´attenzione alle diverse componenti della stessa (quadro B-C del modello Dm 10 dove vanno indicate le somme a debito, cioè i contributi da pagare, e quadro D dello stesso modello Dm 10 dove, invece, vanno indicate le somme a credito); e opera controlli sostanziali volti alla ricerca di situazioni «anomale», da sottoporre a verifica.

Per perfezionale la ricerca di comportamenti irregolari le aziende verranno classificate, per ciascun settore economico e ramo di attività, in gruppi omogenei, ovvero per cluster, e suddivise per le diverse aree geografiche.

A ciò contribuirà la continua implementazione dei dati provenienti dal collegamento delle banche dati telematiche dell´Agenzia delle entrate, delle camere di commercio e degli altri enti. Il processo, su base statistica, dovrà evidenziare le relazioni non note a priori e tali da consentire, per ciascun settore economico e ramo di attività, la valutazione di comportamenti irregolari finalizzati all´evasione e/o omissione contributiva. A tal fine, l´Inps applicherà il sistema del data mining: analizzando le performance aziendale nella loro interezza, costruirà degli indici di rischio di evasione e/o omissione contributiva collegati alla singola macrotipologia aziendale e con specifico riferimento alla realtà locale. Un po´ come avviene per gli studi di settore di natura fiscale.

L´Inps a fianco dell´azienda. Due le iniziative che l´Inps prevede di mettere in atto per le imprese esposte al rischio evasione. In primo luogo, sono previste le attività di tutoraggio per le grandi aziende. L´attività di tutoraggio prevede un contatto diretto con le aziende interessate, siano esse «virtuose» oppure «irregolari».

Attraverso forme di «collaborazione» e di «affiancamento», l´Inps intende gestire tempestivamente eventuali situazioni di crisi aziendali e di difficoltà momentanee, nonché ridurre al minimo le situazioni conflittuali tenendo conto delle specificità di ciascun settore produttivo, del ramo di attività e delle dinamiche locali. L´attività di tutoraggio, quindi (intesa come attività di counseling) mira ad orientare i comportamenti aziendali e a promuovere atteggiamenti «virtuosi», attivando un controllo preventivo, costante e personalizzato nei confronti della singola azienda.

La seconda iniziativa, invece, è a carattere più «ispettivo» vero e proprio. È l´attività di analisi delle liste di non congruità. Queste liste, prodotte dalle elaborazioni centralizzate basate su specifici indici di rischio relative al singolo settore economico e ramo di attività e con specifico riferimento alle diverse realtà locali, saranno messe a disposizione delle sedi territoriali dell´Inps, allo scopo di predisporre verifiche mirate.

Giustificazioni attendersi all´Inps. A questo punto, se è incappata in una verifica mirata, l´impresa può dirsi a tutti gli effetti «sotto accertamento». Sarà pure diversa come procedura, ma sempre di accertamento si tratta.

Quanto alle modalità, l´Inps ha spiegato che l´attività dovrà avvenire mediante la convocazione del soggetto sottoposto a verifica e dovrà essere conforme a modalità predefinite. Queste modalità prevedono come primo passo l´apertura di un procedimento amministrativo che contenga tutti gli elementi «non congrui» o «incoerenti» riferiti al target ricercato. Quindi, seguirà la convocazione del contribuente, per verificare in modo congiunto le risultanze degli accertamenti anche attraverso la produzione di apposita documentazione e, infine, è previsto l´instaurazione, se necessario, di un contraddittorio e conseguente tentativo di riduzione del contenzioso.

In sostanza, l´Inps inviterà l´impresa a rendere conto delle risultante discordanti (elementi non congrui o incoerenti) che ha riscontrato dall´operazione di analisi dei dati standardizzati. L´impresa, a questo punto, dovrà dare giustificazioni delle discordanze per bloccare il decorso dell´accertamento in atto. Accertamento che comunque non potrà terminare con una richiesta di pagamento di contributi da parte Inps sulla base puramente statistica (come è stato costruito). Ma certamente potrà dar vita a un´ispezione vera e propria per ottenere ulteriori rilievi.

Il procedimento, in particolare, potrà concludersi o con la concordanza totale sugli elementi non congrui e, quindi, con la sanatoria della situazione mediante l´adesione all´accertamento e la regolarizzazione del dovuto; oppure con la contestazione totale o parziale dell´accertamento da parte del contribuente, con la comunicazione e/o presentazione di ulteriori elementi probanti che, a seguito di verifica da parte dell´Inps, comporterà la chiusura del procedimento di verifica amministrativa con relativo addebito o l´annullamento dell´accertamento; oppure con un comportamento silente del contribuente sottoposto a verifica cui conseguirà la quantificazione del dovuto o la segnalazione alla vigilanza ispettiva per gli eventuali ulteriori accertamenti.

ITALIA OGGI7 del 22.02.2010

Fonte: ITALIA OGGI
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