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Pelle, Solofra diventa "green" con l´hitech può riciclare gli scarti

31-01-2012 07:52 - DISTRETTO SOLOFRA
ECONOMIA & FINANZA

Il distretto conciario di Solofra, alle porte di Avellino, specializzato nella lavorazione di pelli ovicaprine per l´industria dell´abbigliamento e della calzatura, punta al rilancio. Per riprendere quota, adotta la strategia del Contratto di Rete, centrata sullo sviluppo delle tecnologie e delle economie di scala per la gestione del rifiuto industriale. A Solofra, secondo i dati del rapporto Unic (Unione Nazionale Industria Conciaria) del 2010, operano 179 imprese che impiegano 2.136 addetti, per un volume complessivo di produzione che si attesta su 456 milioni di euro.
Il progetto del Contratto di Rete è stato presentato giovedì scorso a Solofra da Laura De Lisa dello studio legale e tributario Rödl & Partner, con Andrea Scalia, responsabile nazionale del settore innovazione e reti di Confartigianato (con cui si lavora ad un´intesa), Nunzia Pagano e Antonello Murru, responsabili per l´internazionalizzazione delle imprese della Camera di commercio di Avellino e Stefano Massari, manager della Rete Marche Shoe Group.
Secondo il piano improntato all´ecosostenibilità, ciascun opificio dovrà realizzare un impianto per il recupero di solventi e di sostanze chimiche utilizzate nel reparto umido e nelle linee di rifinitura delle concerie. Ma il clou dell´intervento di risanamento industriale è la costruzione di uno stabilimento per il trattamento del rifiuto solido (scarti, ritagli e cascami della pelle), al servizio delle imprese aggregate nella Rete. «L´impianto — spiega l´ingegnere Salvatore Maffei, tra i promotori del progetto — trasforma gli scarti in cuoio rigenerato, che verrà destinato agli accessori — scarpe, portafogli, cinture — nonché a selleria e divani per auto». Il materiale ricavato ha un prezzo molto più basso della pelle e può essere lavorato negli stessi opifici di Solofra senza cambiare le attrezzature. Attualmente il rifiuto solido viene spedito fuori dalla Campania, negli impianti di smaltimento dei distretti conciari di Arzignano (Vicenza) e di Santacroce sull´Arno.
«Il Contratto si avvarrà di un fondo comune patrimoniale per investimenti tecnici — sottolinea De Lisa — fatto di risorse provenienti da imprese, banche e istituzioni pubbliche, ma anche destinatario per legge di finanziamenti pubblici, e di incentivi fiscali». L´ammissione dei partecipanti passerà per un´attenta due diligence delle aziende.
(pat. ca.)

http://www.repubblica.it/supplementi/af/2012/01/30/economiaitaliana/024spillo.html

Fonte: LA REPUBBLICA.it

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