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SOLVENTI NELLŽARIA, FERMATA LA CONCERIA "CADORE"

05-01-2011 08:01 - AMBIENTE
Provincia e Arpav fermano l´attività della "Cadore"

ARZIGNANO/1. Superati i limiti dell´emissione di solventi nell´aria
Futuro incerto per i 90 lavoratori della conceria in via del Lavoro In luglio il primo provvedimento poi sospeso grazie a una deroga
04/01/2011

Attività produttiva sospesa e una novantina di dipendenti dal destino incerto. Il 30 dicembre la Provincia ha imposto di sospendere la produzione alla conceria Cadore di Arzignano, di cui è titolare Silvio Sartori e che ha sede in via del Lavoro. La Provincia ritiene, sulla base di varie verifiche dell´Arpav, che le quantità di solventi immessi nell´atmosfera siano superiori a quanto consentito dalla legge. È il secondo provvedimento di sospensione notificato alla ditta che produce pellame per calzature, arredamento, abbigliamento.

«Già in luglio - spiega Vincenzo Restaino, responsabile Arpav di Arzignano - il titolare ha ricevuto un provvedimento di sospensione.

Dalle nostre analisi, negli ultimi cinque anni, risulta che l´azienda ha superato, a volte anche del 50% in più, il limite di 370 mila chili di solvente annui autorizzati. Per scongiurare la chiusura, la ditta aveva presentato un "piano di rientro" che prevedeva l´istallazione di un impianto di post combustione». Arpav e Provincia avevano autorizzato la ripresa delle attività «concedendo in deroga - precisa Restaino - ulteriori 90 mila chili di solventi purché in tre mesi si mettesse in regola». Il post combustore però, secondo l´Arpav, non è stato istallato entro fine anno, come da accordi.

Sartori ha invece fatto ricorso contro la sospensione e contesta, sulla scorta di perizie, la fondatezza dei dati forniti dall´Arpav. Da qui la seconda notifica e una segnalazione in procura a fine novembre.

«Siamo rammaricati - commenta Antonio Mondardo, assessore provinciale all´ambiente - abbiamo fatto quanto possibile, già in estate, per non bloccare l´attività e non lasciare a casa i dipendenti. L´azienda non ha compiuto i lavori e ha impugnato il provvedimento. Dobbiamo tutelare la salute dei lavoratori e di una intera zona, che già soffre, vista l´alta incidenza industriale».

Preoccupazione per i lavoratori è espressa dai sindacati: «Alla Cadore lavorano 77 operai e 12 impiegati - spiega Massimo Zordan della Cgil - Bisognerà vedere se si prevede che la questione si risolva in pochi mesi, così da organizzare una cassa integrazione ordinaria, o se invece sarà necessaria la straordinaria».

Silvia Castagna

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/215007__provincia_e_arpav_fermano_lattivit_della_cadore/

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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