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Santa Croce sull´Arno, un convegno su "Sicurezza e salute nelle concerie"

01-10-2011 13:12 - SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO
30/09/11 08:11 | autore: Alice Pistolesi

Un settore produttivo importante della Toscana che occupa oltre 5 mila addetti, caratterizzato da una notevole densità di microimprese e contoterzisti. La Direzione Provinciale del Lavoro: "Percentuali di lavoro nero preoccupanti: su 79 aziende, 46 sono risultate irregolari". La Cgil sottolinea: "Da anni denunciamo la situazione venendo accusati di ostacolare la produzione in un momento di crisi"

Le conce, un settore da anni sottoposto ad analisi e ricerche ma che ha certo bisogno di continuare a migliorare. È questo quello che è emerso dal convegno, organizzato dal dipartimento per la Prevenzione della Usl 11 di Empoli, nella giornata di ieri (giovedì 29 settembre) al museo della conceria di Santa Croce. L´intera giornata di lavori, alla quale hanno partecipato il Sindaco Osvaldo Ciaponi, il direttore generale della Usl 11 Eugenio Porfido, l´assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia oltre a medici, associazioni di categoria, sindacato e rappresentanti di altri poli conciari italiani, si è concentrato sul binomio storico "sicurezza e salute" nelle concerie. "In tempi di crisi come questi - ha affermato Eugenio Porfido - l´attenzione rivolta al mondo del lavoro deve essere maggiore, perché è proprio in questi momenti che i lavoratori sono più a rischio".

Il polo conciario della provincia pisana, secondo Franco Donati, presidente dell´associazione Conciatori, ha fatto grandi passi avanti anche sotto il profilo ambientale: "Abbiamo da anni attivato il percorso della certificazione ambientale Emas del distretto, e a giugno abbiamo ottenuto l´attestato di Ambito Produttivo Omogeneo".

I lavori della giornata si sono concentrati sulla presentazione delle attività di prevenzione e monitoraggio dei soggetti già svolte e di quelle che invece è necessario attivare: "Il mondo delle concerie - ha spiegato Mauro Valiani, direttore del dipartimento delle prevenzione - è molto complesso perché composto da moltissime microimprese, difficili da monitorare. Nonostante questo, le conquiste che abbiamo ottenuto nel settore sono molte, dalla riduzione degli infortuni, a quella alle esposizioni chimiche, fino alla diminuzione del rumore avvertito dal lavoratore".

Le malattie professionali continuano comunque a essere la maggiore preoccupazione per i monitoraggi della Usl, che si concentrano principalmente sui rischi chimici ed ergonomici. "I problemi più diffusi - ha spiegato Tonina Enza Iaia, Responsabile del Servizio di Prevenzione dell´Asl - continuano a essere quelli che riguardano le vie respiratorie, le dermatiti allergiche da contatto e le patologie muscolo-scheletriche. Dai casi analizzati sono emersi anche un caso di tumore alla vescica, tre neuropatiti tossiche e un aneurite ottica. L´attenzione rimane alta anche sui soggetti che si trovano a lavorare a contatto con l´etanolo, che, inalato, abbiamo visto che può portare al tumore al naso". Gli agenti chimici utilizzati nella lavorazione delle pelli rimangono i più preoccupanti: "E´ necessario monitorarli non solo per i lavoratori - continua Marisa Valiani- ma anche per la popolazione che è esposta ai fumi che escono dalle conce. Anche sotto questo aspetto però molti sono stati i progressi compiuti".

"Non ci possiamo però dimenticare della grande quantità di lavoratori che sono esclusi da tutte queste attenzioni e controlli". Esiste infatti, secondo Anna Maria Venezia, direzione provinciale del Lavoro di Pisa, ed è sempre più numerosa, la parte "invisibile" delle concerie. "Le percentuali di impiego di lavoro nero continuano a essere molto preoccupanti. Su 79 aziende analizzate 46 sono risultate irregolari, ovvero che impiegavano più del 20% di lavoratori "invisibili". Continuano ad essere molto frequenti i casi in cui appena l´ispettorato arriva in concia si sente urlare "scappa, scappa, ci sono gli ispettori". La nostra attenzione è poi focalizzata sulla gestione degli appalti e sulle ditte contoterziste che sono le più soggette a questi casi".

"Questi dati - commenta Stefano Del Punta della Cgil- non ci meravigliano. Da anni denunciamo la situazione sentendoci accusati di ostacolare in questo modo le aziende che in questo periodo di crisi non possono permettersi di avere il lusso di assicurare i lavoratori o di fare contratti onorevoli. Anche all´interno delle concerie oggi i contratti a tempo indeterminato sono una chimera". "Il comportamento delle aziende -a ggiunge Franco Donati - che praticano questa concorrenza sleale non devono minacciare il lavoro e l´immagine della stragrande maggioranza che si comporta correttamente".

"Da qualche anno - conclude Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla Salute - abbiamo attivato con la Procura un processo di collaborazione molto proficuo che ha portato a un protocollo d´intesa che è più di un´unione di intenti. Si punta infatti a creare una rete di controlli ancora più stringenti per rendere la sicurezza un bene veramente di tutti. Le morti sul lavoro sono infatti, a mio parere, tutte evitabili".

http://pisanotizie.it/news/news_20110930_convegno_settore_conciario_santa_croce.html

Fonte: PISA NOTIZIE

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