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Vicenza capitale dell´evasione made in China

20-08-2011 18:33 - STORIE ´CINESI´
IL CASO. Uno studio sui comportamenti degli imprenditori cinesi. Con Treviso, Prato e Napoli la provincia berica è fra le prime in Italia. «Non pagano tutte le tasse 3 su 4. Fenomeno in aumento»
18/08/2011 e-mail print A

Un´operaia al lavoro in un laboratorio tessile cinese. ARCHIVIO Vicenza. Non solo le fatture false, che avevano fatto scalpore nei mesi scorsi nel distretto di Arzignano dove era la concia ad essere additata come il settore dell´economia più intaccato dalla criminalità economica. Ma un´evasione fiscale sistematica e strutturata. È quella dell´imprenditoria cinese, che vede - secondo uno studio - Vicenza e la sua provincia fra le capitali nazionali dell´evasione con gli occhi a mandorla.

LO STUDIO. Il fenomeno è stato analizzato in una pubblicazione dell´associazione Contribuenti italiani, che si occupa da anni di approfondire le tematiche relative al pagamento delle tasse e alle sue ricadute sulla popolazione. Lo studio è stata presentato di recente a livello nazionale, e si tratta di un´inchiesta elaborata grazie ai dati della polizia tributaria della guardia di finanza, dell´amministrazione finanziaria, delle Camere di commercio e dello sportello del contribuente. L´associazione ha proposto ai ministeri di non rinnovare il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati che non risultino in regola con il pagamento di tasse e contributi.

I NUMERI. In base a quanto emerso dall´analisi, l´evasione fiscale dei cinesi in Italia è la più alta d´Europa. Circa tre imprenditori su quattro non versano tutto il dovuto al fisco. Cifra che è cresciuta su scala nazionale del 32,6 per cento dall´anno scorso ad oggi. I dati, che si riferiscono al primo semestre 2011 e che sono in proiezione per il secondo, attestano come nella maggior parte delle ditte controllate dalla guardia di finanza e dall´Agenzia delle entrate siano state riscontrati irregolarità amministrative e penali.

IL VICENTINO. Nella provincia di Vicenza i numeri sono più elevati. La percentuale stimata di evasione è pari ad oltre l´80 per cento, per la maggior parte di rilevanza penale. A Napoli, in un quartiere dove la comunità cinese è massicciamente presente, ha raggiunto addirittura il 98 per cento, a testimonianza che si tratta di una scelta di campo. Più che a Vicenza gli imprenditori asiatici violano le regole anche a Prato e nel Trevigiano. Vicenza supera nella speciale classifica la Brianza.

I SETTORI. L´area in cui il mancato rispetto delle norme si fa più sentire è quella tessile, che vede i cinesi farla da padroni. L´evasione fiscale (di Ires, Irap, Irpef e Iva oltre alle imposte locali) è legata spesso al mancato rispetto delle normative sulla sicurezza dei lavoratori e sul contratto. Sono frequenti i controlli anche di polizia e carabinieri in cui vengono trovati operai assunti in nero o clandestini, costretti ad operare per molte ore al giorno senza tutele e con stipendi bassissimi. In alcuni casi viene contestata la riduzione in schiavitù.

I PRESTANOME. Un meccanismo che emerge con frequenza nelle indagini fiscali è l´utilizzo di prestanome, alle volte inesistenti, che figurano che titolari delle imprese che non pagano le imposte, "salvando" i reali amministratori dalle grane penali. Una delle difficoltà che spuntano di sovente nelle indagini è però scoprire quali sono i legami criminali fra le varie imprese. D.N.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/280012_vicenza_capitale_dellevasione_made_in_china/


Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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