20 Settembre 2017


immagine di testa
News

iGuzzini fa il pieno di welfare

29-08-2017 07:51 - WELFARE AZIENDALE
di Giovanna Mancini

Al momento della sua firma, nel marzo dell´anno scorso, fu salutato anche dalle parti sociali e dalla Confindustria locale come un modello tra i contratti integrativi del settore arredo-design e per il territorio marchigiano. L´accordo 2016-2018 per i 750 dipendenti in Italia della iGuzzini Illuminazione prevedeva innanzitutto un aumento salariale base di 1.800 euro in tre anni: 500 per il 2016, 600 per il 2017 e 700 per il 2018, a cui si sarebbero potute aggiungere premialità e servizi welfare. Ebbene, grazie ai buoni risultati raggiunti l´anno scorso dall´azienda (+3,7% di fatturato e +36,8% di Ebitda), l´aumento medio nel 2016 è stato di 650 euro, e inoltre nei primi mesi dell´anno è partito il nuovo programma di welfare aziendale.

I benefici del nuovo contratto sono stati resi possibili grazie all´introduzione, qualche anno fa, del sistema produttivo World Class Manufacturing (Wcm), uno standard mondiale di efficientamento organizzativo che ha per obiettivo l´eliminazione di sprechi e perdite. Un modello «zero scarti, zero difetti, zero magazzini e zero infortuni» che gioca un ruolo determinante nel calcolo delle premialità destinate ai lavoratori .

Il sistema premiale stabilito nel contratto, spiega infatti l´ad del gruppo, Andrea Sasso, è legato a tre fattori: l´aumento di fatturato, la riduzione dell´assenteismo (-19,4% nel 2016 e -10% nei primi sei mesi 2017) e il risultato dell´Audit del Wcm. Tutti risultati sopra gli obiettivi nel 2016 e la tendenza prosegue nell´anno in corso.

Per quanto riguarda il sistema di welfare aziendale, il contratto prevede la possibilità di destinare parte dell´aumento (500 di incremento base e 150 di aumento variabile medio) al fondo aziendale dedicato. Ebbene: per il primo anno, ben l´80% dei lavoratori interessati (al momento soltanto operai e impiegati) hanno deciso di aderire alla piattaforma welfare.

«Una quota sorprendente osserva Angelo Camilletti, direttore Risorse umane dell´azienda, così come la cifra media destinata: noi come azienda abbiamo versato la parte eccedente (i 150 euro, ndr), mentre i lavoratori potevano decidere quanto impiegare del loro aumento, e la somma media versata è stata di 500 euro». Segno che il percorso formativo tra i lavoratori è servito a far capire il valore del progetto di welfare, aggiunge Camilletti. Sei le aree di servizi previsti: assistenza sanitaria integrativa; previdenza complementare; istruzione (tasse scolastiche e vacanze studio dei figli); servizi di assistenza alla persona (compresa quella agli anziani); servizi con finalità di benessere e intrattenimento (ad esempio, l´acquisto di libri); buoni acquisto (ad esempio, per il carburante).

La piattaforma include anche convenzioni con istituti di credito o di telecomunicazioni, studi ottici e supermercati; ma anche una palestra aziendale a prezzi ridotti e altre strutture ricreative.

Dato che i servizi di welfare non hanno imposizione fiscale, la somma impiegata nella piattaforma è usufruita nella totalità, mentre in caso di riscossione è tassata al 35%. È infatti possibile non aderire al piano e farsi liquidare il premio (entro il primo trimestre dell´anno successivo) o farlo confluire nel fondo previdenziale.

Per l´anno in corso, i numeri potrebbero aumentare: «Lo sapremo soltanto da marzo del prossimo anno spiega l´ad Sasso visto che noi a febbraio comunicheremo il premio di ciascuno e poi i dipendenti decideranno come impiegarlo». Ma la sensazione è che la quota di adesione alla piattaforma welfare possa avvicinarsi al 100% di operai e impiegati, a cui si aggiungeranno i quadri dell´azienda, che hanno già deciso di attivare la piattaforma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte: IL SOLE 24 ORE

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]