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«Bisogna ripartire da un codice etico»

30-08-2011 07:23 - LAVORO & ETICA
I SINDACATI.
La Cisl invita imprenditori e istituzioni a fissare regole chiare e condivise per dare un futuro al distretto
La Cgil: «Con l´evasione ipotizzata per un´azienda si potrebbe costruire un nuovo ospedale»
29/08/2011

Silvia Castagna

ARZIGNANO
Nei giorni del dibattito sulla manovra economica del governo, che chiede pesanti sacrifici ai lavoratori per risanare il debito pubblico, i numeri da capogiro di una "colossale evasione", contestati dalla Guardia di Finanza di Vicenza al Gruppo Mastrotto di Arzignano, suscitano rabbia e un coro di reazioni.

«La concia torna a far notizia - scrivono in una nota Gianfranco Refosco, segretario provinciale della Cisl e Roberta Zolin, segretario provinciale della Femca, il sindacato di categoria - per la scoperta di un sistema di contabilità parallela, per l´esportazione illegale di capitali, per irregolarità nelle vendite e nel pagamento del personale. Oggi, dopo Dirthy Leather, abbiamo il Gruppo Mastrotto. E la domanda che si fanno tutti è chi sarà il prossimo? Perché è chiaro che non finisce qui».

Il distretto ha enormi potenzialità, sottolineano i sindacati, «ma c´è necessità di un forte cambiamento. Per tenere il passo serve "fare sistema": fra imprese, cooperando anziché giocando sulla concorrenza sleale, con le istituzioni locali, per programmare investimenti e strategie a medio termine; con i lavoratori, avviando una forma di contrattazione territoriale e aziendale strutturata, che li renda protagonisti del cambiamento».

«Punto di partenza imprescindibile - proseguono - è il rispetto di un codice etico per chi opera nel settore: se non si riparte da valori condivisi riteniamo che il distretto non abbia futuro».

Per questo i rappresentanti della Cisl chiedono alla Provincia e al sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin la convocazione di un tavolo di discussione fra istituzioni, imprenditori e sindacati «per prendere immediate misure che portino a voltare pagina» e invitano la Confindustria ad assumere «un ruolo attivo per costruire nuove relazioni sindacali trasparenti e partecipative».

Per la Cgil Marina Bergamin, segretario provinciale, parla di «moltissima rabbia. È questa la responsabilità sociale e imprenditoriale che predicano gli industriali? È pensabile colpire con la manovra finanziaria di agosto i più deboli e continuare a tollerare il cancro dell´evasione fiscale?».

Maurizio Ferron, segretario provinciale della Fiomm Cgil, a partire dalle cifre ipotizzate dalla Guardia di Finanza, che contesta al colosso conciario arzignanese 100 milioni di evasione e un miliardo e 300 mila euro occultati all´estero, propone alcuni paragoni: «Il nuovo ospedale di Montecchio-Arzignano al completo si aggirerebbe sui 180 milioni. Con l´evasione accertata di una sola azienda, si potrebbe quindi costruire il nuovo ospedale. La cifra di 1 miliardo e 300 milioni di ricchezza nascosta all´estero, invece, è quasi uguale a quella che il governo ha previsto di recuperare, a livello nazionale, allungando i requisiti per la pensione».

«L´evasione - prosegue Ferron - è un furto alla comunità. È necessario che chi ha responsabilità amministrative a tutti i livelli, dica parole chiare rispetto a questo cancro e che agisca di conseguenza con scelte chiare senza connivenze, condoni, atteggiamenti giustificatori».

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/283104__bisogna_ripartire_da_un_codice_etico/


Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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