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«Errori, ora mettiamo ordine»

03-09-2011 10:10 - LAVORO & ETICA
LE REAZIONI. Consensi alla proposta di Confindustria Vicenza per un tavolo dove imprenditori e Stato si confrontino

Michelazzo: il settore tiene in piedi la vallata, serve un cambio di mentalità. Zafari: "denuncia con adesione" e stop al passato
02/09/2011

Un coro di sì, purché il tavolo sia un momento di confronto all´insegna della trasparenza e della collaborazione per uscire dall´imbuto giudiziario e mediatico in cui il distretto è precipitato. Queste le prime reazioni all´idea lanciata da Confindustria, che sta studiando una proposta di un percorso condiviso con le autorità di controllo, per evitare il ripetersi di casi di illegalità e al contempo smorzare i toni che dipingono il settore della concia come la sentina di tutti i mali, e risolvere i problemi tornando a lavorare in tranquillità. Una sorta di patto, insomma, per sanare il passato e riprogettare il futuro. «Il dialogo è sempre opportuno - commenta Moreno Michelazzo, presidente del mandamento di Arzignano-Montecchio di Confindustria - Credo che davvero nel settore si debba mettere ordine e che non ci sia bisogno di tutta questa visibilità negativa. Le retribuzioni in nero sono state corrisposte qui e anche altrove: con questo non sto dicendo che siccome questo capitava anche da altre parti va bene, solo non è giusto che il territorio passi come il ricettacolo di tutti i mali d´Italia. Il settore concia tiene in piedi una vallata, c´è bisogno di un cambio di mentalità, non di clamore mediatico negativo».

«Se la proposta è: cominciamo a mettere in regola alcune situazioni mediante un confronto trasparente e certo - aggiunge Roberta Zolin segretaria provinciale della Femca Cisl - ci stiamo. Se è una proposta per insabbiare tutto no. Condivido l´idea che essere sotto i riflettori in modo così negativo non è utile, non sempre poi un articolo di giornale riesce a spiegare il problema in modo approfondito. Quindi se la proposta è quella di tenere bassi i toni e discutere per far emergere situazioni irregolari o problematiche va bene. La trasparenza e l´assunzione di responsabilità sono le uniche direttrici percorribili».

«Al tempo della prima inchiesta sulla concia - spiega Diego Zafari, sindaco di Montorso, altro comune del comparto conciario - si parlava di poche "mele marce". Adesso va a finire che siamo tutti evasori. Non mi sta bene questa generalizzazione. Senz´altro è positiva l´idea di un tavolo di incontro fra il mondo economico e gli operatori dello Stato. Bisognerebbe fare una sorta di "denuncia con adesione" e dire: abbiamo fatto degli errori, ora ci mettiamo a posto, ci guardiamo in faccia e troviamo una soluzione. Anche dal punto di vista dell´immagine sarebbe diverso. Il settore è impegnato in un progetto di marketing territoriale: ecco, questa è l´occasione per cambiare per davvero la propria immagine e ricostruirla. Credo che il futuro del distretto l´abbiate in mano anche voi giornalisti».

Invita a smorzare i toni anche il sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin: «Dalla cronaca pare che Arzignano sia il centro del mondo dell´evasione fiscale, ma vorrei sottolineare che i fenomeni registrati in questi giorni sono eventi che capitano anche in altre parti d´Italia e con dimensioni ben maggiori. Ho già detto che l´evasione va condannata e i responsabili perseguiti, respingo tuttavia l´idea che il problema dell´elusione sia un male sono della mia città. É un fenomeno collettivo che interessa tutta la Penisola e come tale va trattato senza enfatizzare i toni».S.C.


http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/284303__errori_ora_mettiamo_ordine/

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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