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«Nella concia sindacati esclusi Ecco i risultati»

29-08-2011 14:21 - LAVORO & ETICA
Gianfranco Refosco, Cisl
28/08/2011

Gianfranco Refosco «È il risultato di una cultura fatta di connivenze fra aziende e dipendenti, di accordi stretti per bypassare il sindacato». Le notizie riguardanti il Gruppo Mastrotto non stupiscono Gianfranco Refosco, segretario provinciale della Cisl, ex operatore della Femca nel settore concia.

Secondo lei si tratta quindi di un problema di cultura?
«Se in un´azienda c´erano irregolarità per 800 dipendenti è evidente che c´è un problema culturale. Alla Finanza va riconosciuto il merito di aver messo in luce nella loro gravità, negli ultimi due anni, cose che si percepivano da tempo. Agli inizi degli anni 2000, quando iniziò la crisi della concia, il sindacato propose, come via per uscirne, quella di rafforzare i rapporti sindacali, di procedere con la contrattazione territoriale e aziendale per coinvolgere i lavoratori nei cambiamenti organizzativi. Invece molti imprenditori scelsero di percorrere delle scorciatoie, azzerando la rappresentanza sindacale, procedendo ad accordi diretti con i dipendenti e operando stratagemmi fiscali. Ora ne vediamo le conseguenze».

Una delle cause di questi episodi è l´estromissione del sindacato dalle aziende?
«Sì. Alla Mastrotto non c´è un rappresentante sindacale ed è rarissimo che nelle aziende del comparto della concia ci siano incontri periodici, scambi di informazioni, una contrattazione stabile e strutturata. Si discute solo in caso di crisi aziendale o cassa integrazione. Le aziende conciarie hanno scelto di stringere rapporti individuali con i lavoratori. Il titolare preferiva dire al lavoratore: "non andare al sindacato che ti do io l´aumento". Questa situazione è peggiorata con la crisi: i sindacati sono stati esclusi. Perciò a chi mi chiede in che posizione è il sindacato rispetto a quanto sta succedendo dico: il sindacato non c´è. È stato messo alla porta e questi sono i risultati. Dove esiste contrattazione sindacale costante queste cose non succedono, il sindacato è anche strumento di controllo. È una questione di sistema: nel settore chimico o meccanico non accade, nella concia è regola».

E adesso?
«Adesso gli imprenditori onesti facciano da traino ad un settore che pare allo sbando. Noi chiederemo un tavolo di confronto immedia- to con amministrazioni e aziende: è ora di svoltare. Riproponiamo la ricetta di 10 anni fa: aprire una discussione sindacale, attivare meccanismi di partecipazione dei lavoratori non per aggirare le norme, ma per migliorare gli assetti organizzativi».


http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/282911__nella_concia_sindacati_esclusi_ecco_i_risultati/

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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