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«Soldi fuori busta. Ad Arzignano ci va bene così»

01-09-2011 07:24 - LAVORO & ETICA
IL CASO. Le Fiamme gialle accertano retribuzioni irregolari per mille lavoratori della concia ma nessuno nella vallata del Chiampo vuole criticare un sistema consolidato. Come funzionava il meccanismo: «Dopo i sabati ad aspettare pelli che uscivano dai bottali, a Natale il ragioniere mi dava il contante»
31/08/2011

Arzignano. Un sistema collaudato che tutti conoscevano e cui tutti, consapevolmente, aderivano. La Guardia di Finanza diffonde notizie e dati su episodi di evasione fiscale, contestati a due fra i gruppi industriali più importanti del distretto arzignanese della concia, ma in molti in città anche ieri non si scandalizzano né stupiscono.

«Prendi un retino, parti da Crespadoro e vieni in giù: evadono tutti»: un lavoratore del settore sintetizza con questa immagine la sua lettura della situazione. «Hanno scoperto l´acqua calda - aggiunge un altro - che con la pelle si potesse fare tanto nero lo sapevano tutti».

Si faceva nero, quindi, anche con la complicità dei lavoratori: sono circa mille, secondo le Fiamme Gialle, quelli che in diverse aziende, pur regolarmente assunti, accettavano una retribuzione irregolare degli straordinari. Insomma: la vallata ci stava, pur sapendo perfettamente che quanto avveniva non rientrava nelle regole.
Trovare però qualche operaio, tecnico, impiegato che accetti di raccontare come funzionava il sistema dei fuori busta, e perché non solo ci si adeguava senza protestare, ma talvolta veniva perfino richiesto, si rivela una missione impossibile. Non ce n´è uno che sia disposto a parlare con la stampa: si lavora così su brandelli di conversazioni e qualche ricordo, qualcuno invece minaccia i giornalisti, qualche altro ritratta la disponibilità a rivelare qualche dettaglio. Va a vuoto l´appuntamento con qualcuno che aveva promesso di parlare: «Ci ho ripensato. In fondo questi imprenditori sono benefattori».

Nessuno vuole sputare nel piatto dove per anni ha mangiato. «Se mi avessi chiesto qualche anno fa come funzionava la faccenda, avrei detto tutto - spiega un dipendente - ma adesso meglio di no». Non è la paura che frena la lingua, piuttosto la voglia di non infangare chi ha trasformato la valle del Chiampo nell´eden della concia, uno dei distretti industriali più ricchi e prosperi d´Italia, non importa se sottraendo parte di quanto doveva all´erario.

«Non voglio contribuire alla gogna mediatica nei confronti di persone che hanno contribuito al benessere e alla prosperità di questo distretto - scrive in un sms un dipendente del Gruppo Mastrotto che sembrava disposto ad intervenire e poi ha fatto un repentino dietro front - Queste persone alla fine non hanno fatto né più né meno di quello che fino a pochi mesi fa era pratica comune, dal più piccolo al più grande. Le centinaia di mila lire prima o di euro in nero dopo erano oro colato per le famiglie che altrimenti non avrebbero aperto un mutuo né fatto figli. Che i finanzieri vadano a indagare gli sperperi delle cattedrali nel deserto al sud invece che tartassare e infangare chi ha contribuito a trasformare una vallata di miseri contadini, un tempo costretti ad emigrare per la povertà, in una realtà di ricchezza e benessere».

Non è un´assoluzione ma quasi e come lui la pensano tutti coloro con cui si cerca di parlare: i conciari, e questo è indiscutibile, hanno portato ricchezza e lavoro nella zona, se hanno sbagliato - dicono in molti - pagheranno, ma intanto nella Valle del Chiampo si vive una situazione di benessere irrinunciabile.

«Credimi - ammonisce un lavoratore - non troverai nessuno che lavori o abbia lavorato nel settore che ti parli diversamente da così».
Un altro ex operaio del settore si ricorda che veniva convocato a Natale: «Avevo un contratto regolare, ma i sabati passati ad aspettare le pelli che uscivano dai bottali o le ore di straordinario alla sera finivano nel fuori busta. Mi chiamava il ragioniere dell´azienda che mi passava il contante augurandomi buone feste».
Il meccanismo era rodato quindi e ha fatto comodo a tutti. Nessuno qui ha mai cercato il sindacato - e a dirlo sono gli stessi sindacalisti - per dire "mi hanno pagato in nero, denunciamoli". Quello che alle persone oggi dà fastidio sono solo in parte le cifre, "colossali" per stessa definizione della Guardia di Finanza, che danno le dimensioni del sistema dell´evasione nel distretto. Dà più fastidio chi domanda, danno fastidio i titoli dei telegiornali nazionali e le prime pagine dei quotidiani. Dà fastidio che il sistema sia stato scoperchiato.

Silvia Castagna

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/283703_soldi_fuori_busta_ad_arzignano_ci_va_bene_cos/

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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