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03.09.2009 - SALE LA TENSIONE SUL "MADE IN"

03-09-2009 - MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Governo pronto a rinviare la proposta di modifica e di congelamento delle norme Sale la tensione sul «Made in» Le associazioni artigiane scrivono a Scajola: legge da difendere

LE PROSSIME MOSSE

Il ministro Calderoli sta tentando una mediazione con l´obiettivo di mantenere l´impianto del provvedimento ma solo su base facoltativa


Di certo c´è solo che la legge 99 sull´etichetta obbligatoria è in vigore. Il Dl salva-infrazioni cui il Governo ha affidato il congelamento della contestata norma è all´ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi, ma dovrebbe slittare alla prossima settimana. Ufficiosamente «perchè il Consiglio sarà breve per impegni del presidente».

Dietro le quinte, in realtà, per tutta la giornata di ieri si sono intrecciate frenetiche trattative alla ricerca di un accordo politico in grado di pacificare le due anime in cui si è diviso il fronte delle imprese davanti al Made in ltaly obbligatorio per legge. Tutti lo vogliono, ma non a tutti piace così come è stato varato.

Toccherà alla Lega, inparticolare al ministro Roberto Calderoli, trovare la quadratura per un correttivo: si ipotizza l´introduzione dell´etichettaturafacoltativa Made in Italy. Ma nella Lega molti spingono per mantenere lo status quo.

Il terreno resta rowente, Da un lato c´è il mondo dell´artigianato o, comunque, delle lavorazioni di nicchia, che si svolgono ancora interamente in Italia (come nel caso delle piccole aziende tessili) che preme per tenere le cose così come stanno, nel presupposto che si tratti di una norma che, finalmente, salvaguarda la trasparenza e il consumatore.

Dall´altra c´è chi pensa che, pur essendo necessaria l´introduzione del Made in obbligatorio, la legge 99 non abbia centrato l´obiettivo perchè si tratta di un provvedimento entrato in vigore in maniera repentina, senza un neriodo transitorio. e senza checi sia stato, a monte: un coinvolgimento dell´Unione europea, l´unica abilitata a intervenire in tema di libera circolazione delle merci in Europa.

Le confederaaioni dell´artigianato, preoccupate per l´ipotesi di congelamento della legge, hanno scritto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, una lettera firmata dai presidenti di Confartigianato, Giorgio Guerrini, di Cna, Ivan Malavasi e di Casartigiani, Giacomo Basso.

Sull´altro versante c´è il resto dell´industria, in qualche caso interi distretti, come quello dell´occhialeria, ad esempio, tra i primi a muoversi per un ripensamento. Fabio lirusa, l´avvocato che si occupa dell´Anfao, l´Associazione dei fabbricanti di articoli ottici (si veda anche il Sole 24 Ore di ieri), per la quale ha elaborato un codice di condotta delle delocalizzazioni, sbotta: «Adesso voglio proprio vcdere le Dogane cosa faranno, se un carico viene fermato, bloccato e poi l´importatore fa causa alla Ue?>.

Il rischio, peraltro paventato anche da Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria (si veda Il Sole 24 Ore del 28 agosto) che si apra una procedura d´infrazione a livello europeo. Intanto, c´è chi va a sdoganare in altri porti europei dove l´obbligo di etichettatura non c´è. Ma alle Dogane di Livorno, intanto, le prime a richiedere l´autocertificazione introdotta dalla normativa per dimostrare che il carico era in transito il 15 agosto (data dell´entrata in vigore della legge), le partite in arrivo controllate e poi bloccate con merce di incerta provenienza sono in stato di fermo: da oltre una settimana spedizionieri e importatori non sono ancora stati in grado di procurarsi l´agognata autocertificazione.


Fonte: IL SOLE 24ORE

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