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IN CARINZIA SI ŽRICICLAŽ UNA VECCHIA CONCERIA. CHISSAŽ SE ANCHE LA REGIONE TOSCANA SI INTERESSERAŽ ALLA ŽTRASFORMAZIONEŽ DEL DISTRETTO CONCIARIO DI SANTA CROCE

29-11-2009 - LA CONCERIA ALLŽESTERO
CORRIERE DEL VENETO

Delegazione regionale a Klagenfurt. Il modello è il «City Arkaden», struttura realizzata in contiguità con l´edilizia cittadina che ha garantito un boom di affari

«Centri commerciali urbani il Veneto copi la Carinzia»
Confcommercio: basta cattedrali, rivalutiamo il cuore delle città

VENEZIA - «Grande distri­buzione, mai più nuovi cen­tri commerciali in Veneto. A meno che non nascano nei centri storici delle città». In apparenza è un controsenso, ma la posizione dei commer­cianti sulla concessione di nuovi spazi ai «grandi» ha un preciso significato. Che il pre­sidente veneto di Confcom­mercio Fernando Morando motiva così: «I nuovi centri commerciali sono solo catte­drali nel deserto, svuotano le città e le rendono dei dormi­tori. Diverso è il caso in cui vengano studiati e realizzati nel modo giusto nei nuclei storici delle città stesse, in modo da rivitalizzarli attiran­do la gente». Morando cita co­me esempio il modello del­l´austriaca Carinzia, e del suo capoluogo Klagenfurt, il cui centro storico negli ultimi an­ni ha goduto di una nuova «età dell´oro» grazie alla crea­zione, mirata, di un centro commerciale. Di ritorno da un viag­gio-studio in Austria, effet­tuato alla ricerca di un model­lo di sviluppo commerciale applicabile al Veneto, Moran­do e i dirigenti delle sette pro­vince della regione mostrano i risultati che si sono raggiun­ti, a questo proposito, in Ca­rinzia.

A Klagenfurt (93.000 abitanti) il Comune nel 2004 ha deciso di consentire, in pieno centro storico, la ricon­versione di una vecchia azien­da conciaria in un centro commerciale di 27.000 metri quadri, il «City Arkaden». La struttura è stata realizzata in continuità con l´architettura cittadina, contemporanea­mente l´intero centro storico ha goduto di contributi pub­blici per un rinnovo edilizio, il sistema viario è stato mi­gliorato e il sistema dei par­cheggi facilitato. Avviato nel 2006 dopo uno studio svolto coi commer­cianti locali, oggi «Arkaden» esce da tre anni di bilanci in attivo e viene riconosciuto co­me volano commerciale del centro città. I rappresentanti di Confcommercio, che a Kla­genfurt in precedenza aveva­no portato anche l´assessore regionale al Commercio Ven­demiano Sartor, vorrebbero vedere anche le province del­la nostra regione trasformate in tante «Carinzie»: «I centri storici veneti si stanno svuo­tando - spiega Morando - gli outlet nella campagna sono delle "cittadelle" realizzate a immagine e somiglianza dei nostri "salotti" cittadini: gli amministratori devono chie­dersi se è meglio fare delle cit­tadine artificiali, e trasforma­re i borghi storici in dormito­ri, oppure farli rivivere. In Ve­neto tutte le città sono adatte a sperimentare quanto fatto nel capoluogo carinziano per­ché le province sono simili e i palazzi vuoti sono tanti. I servizi e gli enti pubblici stan­no uscendo e lasciano struttu­re vuote: sono occasioni im­portanti per una rivitalizza­zione».

Assieme ai dirigenti di Con­fcommercio delle sette pro­vince venete, Morando cita al­cuni casi in particolare: Trevi­so dove Fondazione Cassa­marca sta spostando i servizi fuori dalla cerchia urbana, ma anche Vicenza dove pre­sto uscirà dalle mura duecen­tesche la Camera di Commer­cio, e dove il vicino palazzo che ospitava la Banca d´Italia è già vuoto da tempo. «Consi­deriamo anche che a Klagen­furt non c´è grande distribu­zione, sono tutti piccoli nego­zi - aggiunge - coniugare il centro commerciale con le re­altà già esistenti si può. Ad esempio, ora nel centro di Ve­rona si sta pensando, con an­ni di ritardo, a fare dei par­cheggi per i visitatori. E´ un fatto positivo, naturalmente un modello di questo tipo va studiato attentamente anche come viabilità e possibilità di parcheggio, come in Carin­zia». Franco De Bortoli, presi­dente Confcommercio Bellu­no, racconta che «noi un´ope­razione "Klagenfurt" voleva­mo farla con l´ospedale vec­chio, struttura vuota in cen­tro città. L´avevamo chiesta espressamente, purtroppo non è successo perché di fat­to hanno prevalso ancora le logiche di speculazione im­mobiliare».

Giampietro Piz­zo, dirigente di Rovigo, la­menta come sul territorio «manchi una programmazio­ne superiore a quella dei sin­daci», mentre Fernando Zi­lio, padovano, spiega che «a Padova abbiamo perso una grande occasione, qualche an­no fa, quando la Camera di Commercio aveva lasciato la propria ex sede vuota, in cen­tro». I commercianti vanno al­l´attacco, quindi, delle ipotesi attualmente in essere per nuovi centri commerciali esterni ai capoluoghi veneti: si cita il «Veneto City» a Mira (Venezia), il progetto per un outlet a Roncade (Treviso), infine un centro commercia­le a Occhiobello nel rodigino. «L´esempio peggiore che ab­biamo in questi mesi - con­clude Morando - è il centro commerciale che è in proget­to per l´autodromo fuori Vero­na. Per noi sarà una ´cattedra­le nel deserto´, intendono ri­produrre fedelmente la ´piaz­za delle Erbe´ della città. Ma perché fare una copia, se c´è l´originale?».

Andrea Alba
28 novembre 2009

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/28-novembre-2009/centri-commerciali-urbani-veneto-copi-carinzia-1602075568346.shtml


IL GIORNALE DI VICENZA


«Centro commerciale? Meglio... in centro»
REPORTAGE. La Confcommercio del Veneto si ispira all´Austria e invoca una nuova rotta nella politica urbanistica regionale. L´esempio del City Arkaden di Klagenfurt
In Carinzia per cercare alternative al progressivo svuotamento delle città. Il vicesindaco Gunzer: «L´apertura della struttura ha portato vantaggi»

La facciata del centro commerciale City Arkaden a Klagenfurt. Nessuno sospetterebbe che celi tre piani di negozi per 27.000 metri quadrati

Marino Smiderle
inviato a Klagenfurt (Austria)
La Neuer Platz di Klagenfurt è il cuore del Natale della Carinzia. Dalle finestre del municipio brillano le luminarie finanziate dal Comune e, soprattutto, c´è già un discreto movimento attorno alle bancarelle del mercatino natalizio, «il più bello dell´Alpe Adria», sottolinea Albert Gunzer, viceborgomastro della città con delega al commercio e alla cultura. Quello, per capirci, che ha organizzato una sorta di mostra permanente su Georg Heider, il leader del partito Bzö, scomparso in un incidente stradale, che da queste parti resta un punto di riferimento politico fondamentale.
Non è per questo bellissimo mercatino, comunque, che la Confcommercio del Veneto, guidata dal presidente Fernando Morando, ha voluto organizzare una spedizione con tutte le territoriali a Klagenfurt.
Il motivo vero sta a un paio di isolati di distanza dal municipio, sulla Heuplatz, arteria nevralgica della vita sociale ed economica del centro storica. Perché è proprio nel cuore della capitale della Carinzia che nel 2006 sono stati ultimati i lavori del City Arkaden, un centro commerciale a tre piani di 27 mila metri quadrati e 120 negozi. Un colosso che ha ribaltato l´organizzazione commerciale della città.
«Siamo passati da 60 a quasi 90 mila metri quadrati di superficie riservata ai negozi - riassume Gunzer - e questo ovviamente ha rivoluzionato l´attività della città nel suo complesso. All´ultimo piano di questa struttura è stato realizzato un parcheggio da 880 posti, che può essere utilizzato anche da chi vuole andare in centro storico. A tre anni dall´ultimazione del City Arkaden possiamo dire che l´impatto per Klagenfurt è stato molto positivo, con forti incrementi di presenze e con soddisfazione di tutti gli operatori del commercio, compresi quelli dello stesso centro storico, alcuni dei quali hanno aperto un punto vendita anche all´interno del centro commerciale».
Musica per le orecchie dei commercianti veneti, che non riescono invece a digerire l´apertura di grandi complessi lontani dalle città venete («Rubando spazio alla campagna», attacca Morando), che oltre a portar via clientela ai negozi tradizionali (è la concorrenza, bellezza) finiscono con l´impoverire i centri storici in fase di svuotamento progressivo un po´ in tutte le realtà della regione. Ecco perché sono venuti fino a Klagenfurt, città di 90 mila abitanti,, con un sentimento misto di invidia e ammirazione. Peraltro, non è che in Austria siano assenti i megaoutlet nei pressi degli snodi autostradali. «A Villach, a poche decine di chilometri da qui - spiega Robert Piechl, tecnico responsabile dell´urbanistica di Klagenfurt - è stata scelta la via di un centro commerciale al di fuori della città. La conseguenza è stata però negativa per lo sviluppo della città, il cui cuore ora ha perso gran parte della sua tradizionale attività».
L´idea di mettere le città sotto la tenda ossigeno dei centri commerciali quale cura per una ripresa immediata e stabile, oltre che come vaccino contro il progressivo svuotamento, può anche risultare vincente. Ma non è detto che tutte le città venete abbiano le caratteristiche per poter usufruire di simili rivoluzioni architettoniche e urbanistiche, prima ancora che commerciali. Certo, guardando la facciata del City Arkaden, realizzata in perfetta armonia con gli edifici circostanti, al punto da rendere praticamente invisibile una struttura di tali dimensioni, non si può non pensare, volando magari con la fantasia, a quel che si potrebbe combinare a Vicenza. Sì, perché il centro si sta svuotando davvero e, per dire, tra Camera di commercio, Banca d´Italia (in fase di fuga) qualcuno potrebbe avere il coraggio e di certo il gusto di immaginare soluzioni avveniristiche in grado di riaccendere un´area più morta che viva.
Perché se a Klagenfurt sono riusciti a partire da una vecchia conceria per arrivare al centro commerciale più vivace della Carinzia, Vicenza potrebbe benissimo fare uno sforzo di fantasia e reinventare se stessa seguendo strade coraggiose.
Ralph Teuber, direttore del City Arkaden (che fa parte del gruppo tedesco Ece, che in questo progetto carinziano ha investito 170 milioni di euro), spiega come il decollo dell´attività commerciale sia stato garantito dall´arrivo di grandi marchi prima assenti da Klagenfurt. «Adesso abbiamo una media di 20 mila visitatori al giorno - rivela - e c´è una lista di attesa di commercianti che vorrebbe entrare».
Dopo un giro sui tre piani del City Arkaden, si esce, si infila un viottolo pedonale e in pochi minuti si è di nuovo ai mercatini di Natale. Centro storico e centro commerciale, per una volta alleati e non nemici.www.marino-smiderle.com Prima di arrivare a Klagenfurt, per Confcommercio Veneto un esempio da seguire, il presidente Fernando Morando ha voluto che i colleghi delle province venete si fermassero a Palmanova, in Friuli. Qui, nella periferia della storica città stellata, hanno realizzato il "Palmanova outlet village", un tempio artificiale dello shopping. «Ecco, per noi questo è un esempio di cattiva politica urbanistica e commerciale - afferma senza mezzi termini Morando -. E il guaio è che in molte province venete, magari in aperta campagna, sono stati fatti, o si stanno per fare, centri analoghi. Al di là del solito discorso di bottega di noi commercianti, mi pare fuori dubbio che queste realtà stiano progressivamente rendendo marginali i centri storici delle nostre città. Ci rimettono i commercianti, ma ci rimette la comunità intera».
D´accordo con lui anche i presidenti Confcommercio delle sette province, da Fernando Zilio di Padova a Franco De Bortoli di Belluno, da Giampietro Pizzo di Rovigo a Sergio Rebecca di Vicenza, dal neoeletto Paolo Arena di Verona a Guido Pomini di Treviso, fino a Massimo Zanon di Venezia.
Non è che i presidenti delle Ascom venete stiano invocando la costruzione di centri commerciali nei centri storici. Semplicemente, all´opposizione ferma nei confronti di progetti tipo l´outlet di Noventa di Piave o di Veneto City alle porte di Dolo, Morando vuole aggiungere alcune proposte. E il modello Klagenfurt è parsa agli operatori veneti una buona soluzione.
«Siamo convinti che, al di là delle possibili o dubbie trasposizioni nelle singole realtà provinciali - sostiene Morando - si debba puntare sul principio di fondo: invertire la rotta dei flussi verso il centro delle città. In Veneto abbiamo costruito tante finte città del commercio in aperta campagna; qui invece sono riusciti a portare la vita in centro con un progetto che per noi è un esempio da seguire. Il no secco che il viceborgomastro ha opposto all´ipotesi di approvare il progetto di un centro commerciale fuori dal centro della sua Klagenfurt è la conferma che non ci stiamo sbagliando».

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Economia/107838__centro_commerciale_meglio..._in_centro/

Fonte: CORRIERE DEL VENETO - IL GIORNALE DI VICENZA

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