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CRISI: PRIMO INTERVENTO DELLA TASK FORCE REGIONALE

19-02-2009 - REGIONE TOSCANA
mercoledì 18 febbraio 2009

Economia e finanza
Prima uscita della task force regionale anti-crisi, in visita nella città del tessile

Martini: «Andiamo a Roma e Bruxelles con un piano per Prato»

Intanto partono le misure di emergenza su credito e ammortizzatori

Affrontare l´emergenza ma pensare anche ad una prospettiva per il futuro. E in questo senso ripensare il distretto. Nella capitale del tessile, prima tappa della task force voluta dalla giunta regionale per affrontare la crisi economica, il presidente Martini evoca il ´Piano Prato´ degli anni Settanta, che «qualche risultato interessante l´ha sortito».

«Non propongo un nuovo ´Progetto Prato´ - chiarisce subito dopo - ma il metodo dovrebbe essere lo stesso. Dobbiamo infatti affrontare l´emergenza e lo stiamo facendo, anche con misure straordinarie in settori che non sarebbero neppure di competenza regionale. Ma dobbiamo anche pensare in prospettiva. E la strada che vedo davanti è quella di presentare alla Commissione europea un progetto complessivo e da tutti condiviso: un piano che pensi anche in prospettiva alla riorganizzazione del sistema produttivo, alla riqualificazione della mano d´opera, alla gestione dei processi di mobilità fino al rilancio del made in Italy. Se saremo in grado di costruire questo progetto - prosegue Martini - potremo andare a Bruxelles con buone probabilità di essere ascoltati e di avere i finanziamenti necessari anche rapidamente, senza dover rinegoziare daccapo i programmi comunitari. Da parte dell´Unione europea non ho visto muri alzati».

Prato è una delle province più industrializzate del paese - solo Vicenza conta un numero superiore di addetti nell´industria - ma è anche uno dei distretti più colpiti dalla crisi. E da qui parte il lavoro della speciale task-force voluta dalla giunta regionale per seguire con continuità le situazioni di crisi del manifatturiero. Una scelta non casuale, sottolinea Martini, «perché Prato era il simbolo del dinamismo delle imprese ed ora il paradigma dei problemi dei distretti di fronte alla globalizzazione».

Il presidente della Toscana insieme agli assessori Ambrogio Brenna, Gianfranco Simoncini, Eugenio Baronti e al coordinatore della task force Andrea Des Dorides ha incontrato, oggi pomeriggio, nella sede della Camera di Commercio i rappresentanti di tutte le categorie produttive del distretto pratese. Di seguito ha partecipato al consiglio provinciale a Palazzo Buonamici.

Il tavolo del distretto chiede interventi urgenti sugli ammortizzatori sociali e sul credito alle imprese. E ricorda i numeri di una crisi che arriva da lontano: 1.867 imprese attive in meno (37,1%) dal 2000 al 2008, 8.821 addetti (34,9%) tagliati nel solo settore tessile dal 2000 al 2007, un saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti di 596 unità nel 2007 e 1.129 nel 2008, quattromila lavoratori in cassa integrazione e quasi duemila in mobilità.

«Dal 12 febbraio è già attivo, per tutte le imprese, un fondo per la garanzie e le cogaranzie per l´accesso al credito - spiega Martini - Basta presentarsi in qualsiasi istituto di credito per attivare questa opportunità: è un fondo da 48 milioni in grado di garantire finanziamenti per almeno 480 milioni. A questo si aggiungono poi le iniziative per gli ammortizzatori sociali che la giunta ha deciso il 9 febbraio e approverà la prossima settimana. Per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e non possono contare su altri ammortizzatori sociali, perché dipendenti di piccole imprese, atipici o lavoratori a tempo determinato, abbiamo previsto un aiuto una tantum di 1650 euro. Per chi ha perso il posto di lavoro ed ha un mutuo ci sono altri 1650 euro». Oltre ai 2 miliardi e 600 milioni di euro del fondo sociale europeo messi a disposizione del governo assieme a tutte le altre regioni per gli ammortizzatori sociali, come ricorda l´assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, o i bandi dei fondi strutturali europei che sono praticamente già tutti aperti, annota l´assessore alle attività produttive Ambrogio Brenna.

Certo rimangono situazioni di emergenza che richiedono forse altre soluzioni. Attorno al tavolo affollato nella riunione che si è svolta nella sede della Camera di Commercio, guidata da Carlo Longo, c´è chi chiede soluzioni diverse dai bandi, c´è chi chiede soldi subito per salvare i posti di lavoro in bilico e chi di rinegoziare con Bruxelles l´uso dei fondi europei. Ma il rischio è di spendere quei soldi tra due anni e bloccare tutto.

Martini risponde richiamando l´attenzione sull´esigenza di un piano condiviso e dettagliato, magari da scrivere da qui alla visita del ministro Scajola attesa attorno al 20 di marzo. «La Regione è disposta a lavorare con il governo e l´Europa. Certo - ribadisce Martini - non può essere un piano di mero assistenzialismo. Roma e Bruxelles non ci prenderebbero neppure in considerazione. Intanto sfruttiamo al meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione».

Autore: Walter Fortini e Remo Fattorini
Rif. 113491

Fonte: REGIONE TOSCANA
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