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LŽOPERAIO LAVORA, MA EŽ LO STATO A PAGARE

14-03-2009 - SPALLETTI & STUDIO BINI
La "vicenda" inizia ad incuriosirci dopo aver casualmente letto una News della Regione Toscana del 27 ottobre 2008 dove l´Assessore Gianfranco Simoncini, intervenendo alla inaugurazione della nuova sede del Centro per l´Impiego di Castelnuovo di Garfagnana, nel sottolineare la necessità di reperire nuovi fondi (2 milioni di euro, poi approvati recentemente dal Governo) per rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga in quanto, con le domande pervenute al 30 settembre 2008, i fondi si erano pressoché esauriti.

L´Assessore, per di più, precisava e sottolineava anche come gran parte dello sforzo economico degli ultimi due anni, circa 25 milioni di euro, erano serviti per il Settore Tessile di Prato.

Nel frattempo, cioè verso la metà di novembre u.s., il Parlamento Europeo approva interventi, per 35 milioni di euro, a sostegno dei lavoratori licenziati nel tessile negli anni 2006 e 2007, nelle Regioni: Sardegna, Piemonte, Lombardia e Toscana.

Sul Corriere Fiorentino del 29 ottobre 2008 Leonardo Testai, autore dell´articolo, scrive e riferisce sull´incontro che l´Assessore Simoncini, come lo stesso aveva anticipato durante l´inaugurazione a Castelnuovo di Garfagnana, ha avuto con la delegazione del Distretto pratese (Provincia, Sindacati e Imprenditori) informandola che il Governo era intenzionato ad accogliere questa loro richiesta.

A questo punto qualcuno si potrebbe chiedere sul perché di questa cronaca, ancorché breve, ma che è conosciuta e anche un po´ ... noiosa.

Ora Vi spiego il perché.

L´interesse sulla ´vicenda´ ci nasce dopo aver letto un´intervista, realizzata prima delle dichiarazioni dell´Assessore, che il Dott. Antonio Berloco, Direttore dell´Ispettorato del Lavoro pratese, ha rilasciato alla giornalista Ilenia Reali in un articolo riportato su Il Tirreno del 18 giugno 2008 il cui titolo era tutto un programma: L´operaio lavora, ma a pagare è lo Stato.

Il Dott. Berloco, chiamato in causa per l´inefficienza del servizio ispettivo pratese, passava al contrattacco riferendo sul giro di vite sui controlli mirati all´utilizzo irregolare della cassa integrazione e mobilità, effettuati non soltanto nelle confezioni cinesi.

Per maggiore chiarezza e comprensione riportiamo uno stralcio di quell´intervista:

..... Compatibilmente con il personale a disposizione molto sottodimensionato rispetto alle esigenze stiamo lavorando anche su questo fronte e stiamo lavorando per collaborare nel prossimo futuro con Inps e Inail.

L´utilizzo non regolare di cassa integrazione e mobilità sono una nuova frontiera dell´illegalità accomunata all´utilizzo di manodopera a nero.

Anche gli italiani - sottolinea Berloco - utilizzano il lavoro nero ma in questo caso il fenomeno è assai ridotto rispetto ai colleghi asiatici e comunque, dai nostri controlli, non è emerso un aumento sostanziale.

Un aumento invece c´è stato per le denunce di irregolarità che arrivano nella sede dell´Ispettorato del lavoro e di tutta la parte legata al ricorso giudiziale.

Ogni giorno ci arrivano 5-6 richieste di controlli - mette in luce il direttore dell´Ispettorato - mentre l´inasprirsi delle sanzioni e l´aumento del numero dei controlli ha fatto crescere notevolmente il numero dei ricorsi. Dinamiche che rendono il numero degli ispettori insufficiente alle necessità di questo distretto. Per quel che mi riguarda avrei bisogno di almeno il doppio di ispettori anche perché le esigenze sono molteplici. Un esempio: sappiamo che nell´edilizia il ricorso al lavoro nero è altissimo. Se potessimo fare i controlli le aziende irregolari sarebbero più del 90% ma, del resto, non riusciamo a concentrarci su tutti i settori.

I risultati dei controlli a Prato dipingono un quadro assolutamente incredibile. Nel primo trimestre del 2008 il 69,57% delle aziende manifatturiere oggetto di ispezione è risultato irregolare contro una media di tutti i settori del 41,46%.

In tutto il 2007, sempre nel manifatturiero, le aziende irregolari sono state ben l´81,72% contro l´84,84%. Dati che ovviamente riguardano anche i controlli alle confezioni cinesi dove le percentuali di irregolarità sono molto più alte rispetto a quelle delle imprese italiane.

Nel 2007 le ispezioni sono state complessivamente 404, nel 2006 265. Numeri sicuramente non sufficienti rispetto alla situazione di emergenza che si è creata nel distretto ma che non giustifica, secondo Berloco, le accuse rivolte anche al suo ente "darsi una mossa".

Sono accuse - conclude il direttore - qualunquiste. Compatibilmente con il personale a disposizione stiamo facendo il possibile. .....

Premettendo che non è certamente nostra intenzione far´ di ogni erba un fascio, in attesa di conoscere le conclusioni finali preannunciate nell´articolo ma che, ad oggi, pur essendo già trascorsi molti mesi, non abbiamo trovati successivi riscontri nemmeno sul quotidiano che ha riportata l´intervista-denuncia.

A questo punto però una domanda, da semplici cittadini, ci sorge spontanea:

la Regione Toscana che ha distribuito milioni di euro, anche dopo questa pubblica denuncia, considerata l´ampiezza del fenomeno dichiarato dal Direttore dell´Ispettorato del Lavoro di Prato (... un modo irregolare per razionalizzare le spese utilizzando i soldi degli ammortizzatori sociali per pagare gli stipendi degli operai occupati ...) che nel 2007 ha raggiunto l´81,72% di irregolarità, ha fatte tutte le opportune e necessarie verifiche preventive?

Sempre in qualità di semplici cittadini, chiediamo troppo se diciamo che vorremmo essere informati? Magari anche solo tramite le News della Regione Toscana ....

Claudio Gufoni


Fonte: IL TIRRENO

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