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LA REGIONE TOSCANA ´PENSA´ ALLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

03-02-2009 - REGIONE TOSCANA
martedì 03 febbraio 2009

Istituzioni
Il presidente della Regione ieri al confronto con il governo sui fondi
Martini: Sbloccare subito le risorse per gli investimenti
I Fas non saranno toccati, i tagli si concentreranno sul Fse

I fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) destinati alla Toscana e alle altre regioni non saranno toccati, mentre quelli del Fse (Fondo sociale europeo) contribuiranno, almeno in parte, al reperimento dei 2,6 miliardi di euro necessari a livello nazionale per finanziare Cassa integrazione straordinaria in deroga e altri ammortizzatori sociali all´interno di programmi integrati, che vedranno un intreccio fra politiche attive per l´occupazione e quelle passive (quale, appunto, la Cassa integrazione), che saranno definite attraverso una serie di accordi di programma fra lo Stato e ciascuna Regione. Questi i due principali elementi di novità usciti dall´incontro svoltosi ieri a Roma fra il presidente della Regione Toscana Claudio Martini in rappresentanza delle Regioni e i ministri degli affari regionali Raffaele Fitto e del welfare Maurizio Sacconi.
Al governo le Regioni avevano opposto la loro forte contrarietà a tagliare i fondi destinati agli investimenti sulle infrastrutture e le politiche attive per il lavoro. «La richiesta del governo alle Regioni - ha spiegato Martini nel riassumere i contenuti dell´incontro di ieri - ci è sembrata contraddittoria e paradossale: non ha senso chiedere di rinunciare a fare investimenti e, quindi, a concrete opportunità di sviluppo, per finanziare ammortizzatori sociali che, pur indispensabili in questa fase di crisi, servono a tamponare le falle più vistose nel sistema nazionale di welfare ma non certo a creare le condizioni per un rilancio, su nuove basi, dell´economia. Sarebbe un po´ come curare i sintomi, senza rimuovere le cause»
Così il presidente della Regione Claudio Martini commenta l´esito della riunione svoltasi ieri pomeriggio a Roma: sono esclusi ulteriori tagli ai fondi Fas, mentre ci si concentrerà ; sui fondi Fse. Martini l´ha definita «una parziale apertura» contenuta in una proposta ancora largamente «nebulosa». A questa proposta il presidente ha risposto chiedendo lo sblocco in tempi rapidi del Programma attuativo della Toscana dei fondi Fas. «Se il Fas non verrà toccato, allora chiediamo uno sblocco in tempi rapidi del nostro piano attuativo. La Toscana è stata la prima a depositarlo e oggi importanti opere aspettano il via libera del Cipe. Ise il via libera non ci fosse, le conseguenze per la Toscana sarebbero gravi: non partirebbe, ad esempio, il Parco della Musica, finanziato con 40 milioni, la cui prima pietra è stata posta qualche giorno fa a Firenze, il Polo espositivo nell´area ex Banci a Prato, l´adeguamento della Fi-Pi-Li, la Bretella Prato-Signa. Come pure sarebbero al palo buona parte degli interventi per l´innovazione e la ricerca delle piccole imprese. Tutti investimenti essenziali per far tornare comp etitiva la nostra economia».
A fronte di queste rassicurazioni su un fronte sul quale il presidente non nasconde le sue preoccupazioni, le Regioni, «responsabilmente», accettano di proseguire la discussione per determinare entità e modalità del loro contributo nella definizione di quel mix di politiche attive e passive da finanziare con il Fondo sociale europeo. «Anche su questo punto le preoccupazioni non mancano - ammette Martini - perché è innegabile che qualcosa, nella programmazione regionale dei fondi, dovrà essere rivisto».
Il confronto prosegue a livello tecnico già a partire da oggi pomeriggio, mentre entro giovedì le Regioni dovranno dare una valutazione sulle ipotesi che, nel frattempo, i ministeri dovranno mettere a punto in maniera più compiuta.

Autore: Barbara Cremoncini
Rif. 110450

Fonte: REGIONE TOSCANA

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