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MISURE ANTICRISI: INACCETTABILI PER IMPRESE E LAVORATORI IL TESTO DEL DECRETO

23-05-2009 - SPALLETTI & STUDIO BINI
Una piccola nostra premessa: a dicembre noi l´avevamo già sottolineato.


Al Presidente del Consiglio Nazionale dell´Ordine Consulenti del Lavoro
CdL Marina Calderone

Caro Presidente,
Ti invio in allegato il testo del comunicato stampa che questo Sindacato ha diffuso non appena avuta contezza del decreto Ministero del lavoro del 21.5.2009 in materia di misure anticrisi. La questione sollevata nel comunicato - si ritiene - è di estrema gravità per tutti i datori di lavoro e per le imprese, non solo perl´attuazione dello specifico decreto, quanto per il sistema che si intende introdurre con il medesimo, che non ha precedenti nel nostro ordinamento.
Sono ad invitarTi - con la presente - a promuovere nell´immediato e senza esitazioni ogni azione congiunta utile a riguardo.
Resto in attesa di notizie in merito. Cari saluti.

Francesco Longobardi
Segretario Generale Nazionale Ancl


Comunicato stampa

Con decreto del Ministero del lavoro del 21 maggio 2009 sono state introdotte le misure attuative degli strumenti di sostegno al reddito nonché la ripartizione delle risorse per la sospensione dal lavoro dovuta a crisi aziendale o occupazionale (cosiddette misure anticrisi), di cui al decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

Nonostante le vibrate proteste di questo Sindacato cui hanno fatto eco le specifiche prese di posizione del tessuto imprenditoriale, il suddetto decreto attuativo subordina la percezione di ogni e qualsiasi indennità a titolo di ammortizzatore sociale da parte dei lavoratori alla percezione di prestazioni integrative per il sostegno al reddito, di entità pari almeno alla misura del 20 per cento della indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti, erogate da un ente bilaterale previsto dalla contrattazione collettiva. In altre parole, nessun lavoratore potrà accedere a prestazioni di sostegno al reddito in caso di espulsione dai cicli produttivi se gli enti bilaterali - cui il datore di lavoro dovrebbe aderire - non erogano il predetto 20% dell´indennità spettante. E´ scandaloso come una adesione ad un ente bilaterale - che deve essere libera e volontaria - ora costituisca il requisito per accedere a benefici di sostegno.

Se da una parte sostanzialmente si accompagna la disoccupazione del lavoratore, dall´altra si introduce una forma di vera e propria tassazione del datore di lavoro, anche contro ogni personale opportunità e volontà.

E´ questo il modo di tamponare gli effetti della crisi economica per le imprese ed i datori di lavoro? E giustificato il mezzo di sostegno ai lavoratori - pur rispettabilissimo e condivisibile - con oneri puntualmente riflessi sul datore di lavoro? Non è la difesa d´ufficio delle imprese e dei datori, ma - come è stato già affermato anche in seno al settore industriale - per uscire dalla crisi economica ci voglio soldi veri e non quelli degli altri.

L´Ancl contrasterà in ogni sede e con ogni mezzo l´introduzione di imposizioni associative, costituzionalmente illegittime e infondate in diritto.

Si chiede nell´immediato agli organi di Governo preposti di sospendere gli effetti del decreto suddetto, promuovendo specifico confronto con le organizzazioni di rappresentanza e sindacali del lavoro, delle imprese e delle professioni di assistenza al lavoro.


Fonte: ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO - SINDACATO UNITARIO

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