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S. Croce, i musulmani vogliono un loro cimitero

22-12-2009 - DISTRETTO SANTA CROCE SULLŽARNO
La richiesta della comunità islamica è arrivata al sindaco: giusto, ci stiamo lavorando

Esiste già una grande moschea sorta al posto di una ex conceria

SANTA CROCE. Quando chiudono gli occhi per sempre, lungo la via che conduce al paradiso, i figli di Allah residenti nel Valdarno, la maggior parte delle volte trovano una cella frigorifera. E lì restano per giorni. Nell´attesa che gli amici raccolgano in maniera volontaria quei quattro o cinquemila euro che servono per spedire a casa il corpo e regalargli una sepoltura.

A Santa Croce ma anche nei territori vicini un cimitero musulmano non c´è. Ed è un altro capitolo di quell´ospitalità che comprende le esigenze dei vivi come quelle dei morti. Le case a prezzi giusti, un lavoro, un´assistenza medica vanno di pari passo con la necessità di uno spazio per essere seppelliti in santa pace. Possibilmente vicino al luogo in cui il cuore si è fermato per rispettare i precetti del Corano. E invece si sono rassegnati ad essere peccatori, i musulmani nostrani. Sanno già che una volta morti saranno seppelliti altrove. Pazienza. Protestano raramente. Anche se qualcosa sembra smuoversi.
«Proprio in questi giorni - dice Osvaldo Ciaponi, sindaco di Santa Croce - l´associazione islamica ci ha fatto presente il bisogno di un luogo per la sepoltura, ha rinnovato la richiesta di aiuto all´amministrazione. Condivido pienamente questa esigenza e siamo già al lavoro per sollecitare l´attenzione su questo problema. Occorre un segnale di apertura verso queste legittime istanze».
Si tratta insomma di individuare un´area da mettere a disposizione per i sepolcri e «soprattutto - continua Ciaponi - di verificare la compatibilità delle norme di sepoltura islamiche con quelle adottate dalle nostre leggi». La regolamentazione del cimitero è il nodo più arduo da sciogliere. Ma la questione si pone su un terreno ormai abituato alla sensibilizzazione. Un passo quasi obbligato verso quel percorso di accoglienza multietnica che caratterizza la patria delle concerie dove si calcola che l´incidenza della popolazione straniera sfiori il 15,23% dei residenti.
La comunità musulmana, che conta oltre 1.500 presenze, è integrata nel tessuto sociale e lavorativo della città. Da sempre Santa Croce si confronta con usi e costumi diversi, da sempre è un polo d´attrazione di notevoli flussi migratori, una piccola Babele che non conosce intolleranza e razzismo. E la grande moschea sorta sulle ceneri di un´ex conceria dimostra concretamente l´intento di rispettare la diffusione del credo musulmano.
(22 dicembre 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/s-croce-i-musulmani-vogliono-un-loro-cimitero/2118031


Fonte: L´ESPRESSO LOCAL

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